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Come Unire Due Pagine Facebook

Vuoi unire due o più pagine di facebook per incrementare i fan su quella più importante. Hai provato più volte ma non ci sei riuscito. Beh, questo succede quando nessuno ti spiega esattamente come fare. Oppure molto probabilmente le tue pagine sono molto diverse tra loro: nome, argomento, immagini, descrizione, ecc…
In questo articolo ti guiderò ad unire 2 o più pagine completamente diverse tra loro in una sola. Per cui se come me hai dovuto unire pagine con nomi e argomenti molto diversi per dare maggior risalto alla pagina che vuoi mantenere, ti consiglio di andare sino in fondo alla lettura di questa breve guida.

Segui attentamente i passaggi. Cominciamo!

Devi sapere che il procedimento per unire le pagine su facebook è molto semplice e può farlo chiunque, a patto che sia amministratore delle pagine oggetto dell’unione.

Se è la tua prima volta, devi seguire questi passaggi:
-Vai sulla pagina che vuoi unire;
-Clicca su impostazioni;
-In basso apparirà la scritta Unisci pagine (cliccaci);
-Clicca su Unisci pagine doppie;
-Seleziona le pagine che vuoi unire;
-Clicca su Unisci Pagine;
Se le tue pagine hanno argomento e nome simili e pochi fan, probabilmente riuscirai ad unirle in una sola senza troppi problemi. Diversamente procedi nella lettura.

Cosa succede quando facebook non ti permette di unire due pagine?
Quando le pagine presentano nomi e argomenti molto diversi tra loro, nel momento in cui cliccherai su Unisci Pagine apparirà un box sullo schermo con il seguente messaggio:
non è possibile unire le pagine faceook

Per avanzare ugualmente la richiesta di unione, puoi cliccare sul link Contatta l’assistenza, e verrai rimandato a un modulo.
Per procedere con la richiesta, spunta la prima casella (Ho letto e compreso le informazioni riportate sopra.). Seleziona la pagina da mantenere. Spunta la seconda casella (Sono a conoscenza del fatto che le Pagine che sto chiedendo di unire potrebbero essere notevolmente diverse…). Selezione la (o le) pagina(e) che desideri unire a quella principale e procedi cliccando su invia.
Riceverai entro 48 ore una risposta tramite email, che nel caso di pagine molto diverse tra loro e con molti fan, sarà sicuramente negativa. Pertanto non riuscirai nel tuo intento.
Fin qui, se hai già provato ad unire due o più pagine su facebook molto diverse tra loro senza successo, non stai conoscendo nulla di nuovo.
Adesso, invece, ti spiego come fare ad unire lo stesso le pagine per cui abbiamo già ricevuto un esito negativo!

Presta attenzione.
Aguzza l’ingegno, ovvero cambia nome alle pagine facebook
Sicuramente hai notato che facebook nel modulo di unione pagine ti suggerisce alcuni esempi di richieste di unione accettabili. Benissimo!
Come vedi, effettivamente, possiamo unire le pagine senza troppi problemi, a patto che i loro nomi siano simili (certo non è solo questo ad influire l’esito della richiesta).

Come facciamo allora a modificare il nome alla pagina che vogliamo unire?
Ipotesi: tu hai una pagina dal nome “La mia pagina” (o pagina A) e vuoi unirla con un’altra pagina dal nome “Unire pagine” (o pagina B). Hai scelto di mantenere la prima a dispetto della seconda, pertanto dovrai fare in modo che “Unire pagine” somigli quanto più possibile a “La mia pagina”. Vediamo come fare a modificare il nome per rendere la pagina secondaria più simile a quella principale. (Nel caso tu voglia unire più pagine, basterà seguire lo stesso procedimento su tutte le altre pagine che vuoi unire a quella principale.)
Per prima cosa tieni presente che la pagina oggetto delle modifiche sarà solo quella secondaria (e tutte le altre in caso di più pagine da unire). E nel caso ipotizzato in precedenza, la pagina da modificare sarà: “Unire pagine“.

Adesso vai sulla pagina B e segui questo procedimento:
-Clicca su informazioni;
-Passa col mouse sulla sezione nome;
–Clicca su modifica;
-Poi su richiedi modifica;

Sarai reindirizzato sul modulo di modifica. Procedi come segue:
-Spunta la casella (Comprendo le linee guida sulla formattazione per il nuovo nome della mia Pagina);
–Seleziona un argomento;
-Spunta la casella (Vorrei comunque modificare il nome della mia Pagina);
-Adesso dovrai inserire il nuovo nome nella casella Nome desiderato per la Pagina. Procedi inserendo lo stesso nome di prima (quello originale), nella fattispecie Unire pagine, aggiungendo però il nome della prima pagina. Verrebbe pressappoco così: “La mia pagina unire pagine” o “Unire pagine la mia pagina“. (Puoi fare come ritieni più opportuno, basta che la pagina contenga il nome della prima e della seconda)

Procedi quindi nella compilazione del modulo
-Nella sezione “Perché vuoi il nome della tua Pagina?” seleziona la prima opzione (vorrei aggiungere informazioni alla Pagina al suo nome) ;
-Spunta la casella “Sono a conoscenza che il nome della pagina che sto richiedendo…”;
-Spunta la casella “Confermo che tutte le informazioni presenti sono state compilate correttamente.”.
Riceverai una email di conferma di avvenuta presa in carico delle modifiche da apportare al nome della tua pagina. In genere se la modifica al nome viene effettuata seguendo il su scritto procedimento, l’assistenza facebook accoglierà la tua richiesta con esito positivo.

Dal momento in cui riceverai l’email di avvenuta modifica, dovrai attendere 14 giorni (considerando l’ora e i minuti nella quale hai ricevuto l’email – sì forse spaccano anche il secondo) per vedere realizzati i cambiamenti. Passati i 14 giorni potrai procedere ad unire le due pagine, per cui ti rimando alla prima parte di questa guida.
Ah dimenticavo!
Per fare in modo che la tua domanda non venga rifiutata, dovrai apportare ulteriori modifiche alla pagina B (e a tutte le altre in caso siano più pagine), per farlo segui questi utili accorgimenti
-Modifica Categoria;
-Modifica Descrizione;
-Modifica Email;
-Modifica Sito Web;
-Modifica Immagine di Copertina;
-Modifica Immagine del Profilo;
-Elimina tutte le altre informazioni non indispensabili.
Si rende noto, anche se la pratica dovrebbe essere ovvia, che tali informazioni dovranno essere identiche a quelle inserite nella pagina che vuoi mantenere, ovvero la Pagina A.

Se hai seguito, punto per punto, questa guida sicuramente hai ottenuto successo nella richiesta di unione di due o più pagine molto diverse tra loro con molti fan e io avrò fatto la tua felicità.

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Come Trasformare Profilo Facebook in Pagina Facebook

Sei qui perché vuoi provare a trasformare un profilo facebook in una pagina. Ho indovinato? Benissimo oggi ti spiegherò come fare.

Seguimi attentamente.

Sembra quasi scontato ma è molto importante conoscere le differenze tra un profilo ed una pagina su facebook. Perché? Beh hanno funzioni e limiti differenti e prima di convertire il tuo profilo devi assolutamente conoscerne i pre e i post conversione perché non potrai più tornare indietro.

Profilo facebook

Un profilo su facebook è una sorta di diario personale nella quale vengono raccolte foto, pensieri ed esperienze che parlano di te e della tua storia. Di norma un profilo facebook richiede un nome ed un cognome della persona che lo apre, pertanto non è utilizzabile a scopi pubblicitari e/o professionali come avviene in caso di un’azienda. (per questi motivi esistono le pagine)
Deve pertanto rappresentare una persona e non un’azienda od un’attività commerciale come capita spesso vedere…

Un profilo su facebook non è immediatamente visibile a chi non è un’utente regolarmente registrato (e loggato) su facebook. La visibilità dello stesso è legato al rapporto di amicizia virtuale tra due e più utenti.

Un profilo su facebook ha diversi limiti, tra tutti quello più discusso è il limite sul numero di amicizie che non può andare oltre le 5 mila. A proposito di amicizie: un profilo si basa sul rapporto bidirezionale tra gli utenti, ovvero è possibile scambiare direttamente messaggi con i propri amici, è possibile taggare (citare) un amico, una fan page, ecc… attraverso il profilo puoi inviare messaggi privati ad altri utenti. Il profilo non permette di visionare statistiche riguardo accessi, condivisioni ed utilizzo.

Pagina facebook

Una pagina facebook consente alle aziende, marchi ed organizzazioni di connettersi con le persone, condividendo notizie e permettendo loro di farsi conoscere professionalmente su internet.
La pagina deve quindi rappresentare un personaggio pubblico, un’organizzazione, un marchio, un tema sociale, un’azienda, ecc…

La pagina di default è sempre visibile al pubblico, anche agli utenti non registrati e/o loggati su facebook. La pagina possiede i fan e non ha limiti sul numero. Il funzionamento rispetto agli amici di un profilo è molto diverso. In questo caso il rapporto è unidirezionale. L’utente clicca sul Mi piace per ricevere gli aggiornamenti dalla pagina. La pagina non può contattare direttamente i propri fan. La pagina non può taggare profili personali, ma solo altre pagine. Con la pagina non è possibile inviare messaggi privati ad utenti/fan, ma è solo possibile rispondere ai messaggi ricevuti. La pagina permette di analizzare diversi parametri e statistiche che rendono molto professionale il suo utilizzo.

A proposito di pagina facebook, ti consiglio di leggere questo articolo se hai bisogno di capire come unire 2 o più pagine facebook con nomi diversi.

Come convertire un profilo facebook in una pagina

Dopo averti informato circa le differenze tra le pagine e i profili personali, mi sembra arrivato il momento di spiegarti come fare a convertire il tuo profilo personale in una pagina.

Premesso che tutti i profili che non rispettano le regole di facebook, ovvero quei profili che sono adibiti ad uso commerciale e non ad uso personale, verranno chiusi e perderai tutti i dati e le impostazioni. Adesso rifletti un po’ e converti subito il tuo profilo aziendale in una pagina perché probabilmente è solo questione di tempo e facebook chiuderà il tuo profilo aziendale.

Prima di effettuare qualsiasi operazione, ricordati che una pagina deve avere un amministratore, nel processo di trasformazione ti verrà richiesto di assegnare un ruolo a qualcuno per gestire la tua pagina. Assicurati quindi di avere un profilo personale attivo alla quale assegnerai il ruolo di amministratore della tua nuova pagina.

Cominciamo.

Cercherò di segnalarti punto per punto i passaggi da seguire affinché il processo di conversione sia più semplice di quanto previsto:

Per prima cosa accedi al profilo facebook che vuoi trasformare in pagina.
Vai su impostazioni, cliccando sul triangolino in alto a destra.
Scarica una copia dei tuoi dati poiché perderai ogni cosa durante il processo di conversione.

Passeranno alcuni minuti, riceverai una email di conferma per completare il download dei file.
Se eri amministratore di gruppi ricordati che una volta convertito il profilo non sarai più amministratore di alcun gruppo per cui prima di procedere alla conversione nomina nuovi amministratori per i tuoi gruppi.

Seguiti questi primi 4 punti adesso sei sicuramente pronto per completare il processo di conversione. Ti bastano solo tre ulteriori passaggi:

Accedi a Trasformazione da profilo a pagina.
Seleziona una categoria per la tua nuova pagina tra quelle che appaiono nella schermata raggiunta.
Clicca sul pulsante Inizia e segui le istruzioni successive.

Benissimo! Adesso hai completato tutte le operazioni e il tuo vecchio profilo aziendale è diventato finalmente una pagina commerciale.

Conclusioni

Se hai seguito punto per punto le indicazioni che ti ho fornito sei riuscito a trasformare il tuo profilo in una nuova pagina in brevissimo tempo. Se qualcosa non è chiara scrivimi pure un commento, sarò lieto di assisterti ancora.

Un’ultima cosa, ricordati che la trasformazione non è temporanea, perderai tutti i tuoi vecchi post ma i vecchi amici diventeranno fan e la tua vecchia immagine del profilo sarà impostata come immagine principale della pagina. Non dimenticare che se ancora oggi hai un profilo che utilizzi per la tua azienda o comunque a scopo commerciale, dovrai effettuare la conversione ed adeguarti alle condizioni di facebook al fine di non trovare il tuo account chiuso da un momento all’altro.

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Come Vendere su eBay

Vuoi ottenere il 100% dal tuo negozio eBay, massimizzando le vendite e triplicando il fatturato?
In questo articolo ti guiderò per ottenere il massimo dalle tue inserzioni per vendere su eBay. Ciò che imparerai servirà per ottimizzare le tue inserzioni e migliorare la tua reputazione, quindi: più vendite, più fatturato, più guadagni.

Sei pronto? Cominciamo!
Conoscere le migliori tecniche per vendere su eBay cambierà la tua politica aziendale: i risultati saranno straordinari.
Fai attenzione.
Su internet troverai tantissimi articoli su come migliorare le prestazioni di un negozio eBay ma nessuno di questi sarà in grado di dare una svolta alla tua carriera di eBayer.
C’è chi ti dirà che è necessario spendere tanti soldi per avere migliori risultati, e quindi va a finire che ci si affida a queste fantomatiche agenzie online che fanno tutto al posto tuo. In questo modo non avrai imparato nulla e al prossimo problema tornerai a chiedere loro, spendendo altro denaro, perché purtroppo non sai da dove cominciare.
Sei convinto che bisogna uscire tanti soldi per essere il migliore? Io credo proprio di NO.
Ci sono anche agenzie che funzionano, per carità, ma i costi sono così alti che il gioco non vale la candela.
Per riuscire a migliorare le prestazioni del tuo negozio eBay servirà solo un po’ di impegno e tanta pazienza.

La ricetta per il negozio eBay perfetto: pochissimi la conoscono, ancor meno la usano, ma tu farai scuola agli altri.
Ci riuscirai e non dovrai spendere migliaia di €. Dopo questa lettura sarai in grado di ottimizzare il tuo negozio su eBay, triplicando il tuo fatturato.

Questi sono i punti dove si dovrà intervenire:
-Branding
-Politica dei prezzi
-Spedizioni
-Assistenza
-Inserzioni

Riuscire a fare branding di qualità su eBay

Il tuo negozio è l’estensione di un’attività fisica di successo e hai aperto un negozio online su eBay per fare branding? Bravo! Puoi passare allo step successivo.
Se invece è la tua prima volta, oppure hai iniziato da poco, la cosa che ti consiglio di fare è quella di rivedere il brand del tuo negozio.
-Dare un nome semplice al negozio
Il nome del negozio, indipendentemente dal settore merceologico che tratti, deve essere diretto, corto e facile da ricordare. Meglio se inerente a ciò che vendi.
Certo non fare l’errore di scrivere “le monellerie comiche di zio Tom” se stai vendendo giochi comici, meglio usare un nome più corto come “Tom’s Toys” ovvero i “Giocattoli di Tom“. Questo discorso è valido per chi non vende un marchio nello specifico e vuole fare branding con il proprio negozio su eBay.
Se hai già creato un brand per il tuo negozio, o vendi prodotti di un solo marchio, è più indicato creare un nome inserendo il brand che promuovi.
Dopo aver deciso il nome del negozio, fai una ricerca su internet e vedi se esiste già. Qualora esista, molto probabilmente non sarà disponibile su eBay quindi è importante verificare prima la sua esistenza così da evitare che ti crolli il mondo addosso quando provi a inserirlo per il tuo negozio e ti compare un messaggio di errore.
-Creare il logo del negozio
Detto questo, se il tuo nome è originale e disponibile su eBay, procedi a registrarlo e incomincia a creare un logo. Non pensare di fare branding senza un logo grafico…
Nel branding sono le immagini che catturano il cliente, puoi avere il nome più originale o stupido del mondo (in base ai punti di vista), non riuscirai mai a fare branding senza un logo serio e d’impatto. Vedi eBay che ha registrato un grandioso successo con un logo molto semplice. Adesso prova ad immaginare cosa sarebbe stato eBay senza un logo…
Bando alle ciance, se sei in grado di produrre un logo in autonomia hai sicuramente una marcia in più.
Diversamente non disperare, ti aiuto io, contattami: parlami del tuo progetto (come deve essere, come vorresti il tuo logo); in poco tempo mi metterò all’opera per produrre il tuo logo. Alla fine pagherai la somma pattuita in partenza. Geniale no?
-Email marketing
Non sottovalutare le email che arrivano all’acquirente. Sono fondamentali per il branding. Per modificarle ed inserire il tuo contenuto originale vai su
Il mio eBay.
Sposta il cursore sulla scheda Account finché non appare il menu a discesa Strumenti di marketing.
Clicca sul link Email di marketing.
Adesso procedi e seleziona i modelli da modificare. Sicuramente è bene avere un contenuto originale per l’email di Benvenuto e fissare almeno una email periodica per la newsletter. Solitamente questi due modelli sono già creati da eBay per cui ti consiglio di procedere alla modifica inserendo un contenuto accattivante.
Modifica anche i modelli di email che arrivano automaticamente quando un acquirente procede all’acquisto.
Clicca su Preferenze di programmazione.
Spunta la casella “aggiungi il logo alle email” e modificane il contenuto come meglio credi.
-Feedback
I feedback, altra bella storia.
Bisogna sempre ricambiare un feedback al cliente che ha espresso un apprezzamento. Non fare l’errore di lasciare i commenti di feedback predefiniti perché a lungo andare non ti ripagheranno in termini di branding. Lascia personalmente i tuoi feedback e fa in modo che siano sinceri e diversi tra loro. Se hai una mole importante di feedback da lasciare, ti consiglio di spuntare la casella dei feedback automatici (nella sezione preferenze di programmazione) inserendo dei commenti predefiniti cordiali e sensati (che coccolano il cliente).
-Social
Collega il tuo negozio alle pagine ufficiali su Facebook, Twitter e Google Plus. Aggiorna le pagine dei social periodicamente. Oggi giorno la maggior parte degli utenti/acquirenti staziona puntualmente sui social per buona parte della giornata. Fare branding sui social è una pratica indispensabile per avere successo nelle vendite. Ti consiglio di leggere Creare una pagina Facebook di successo.

Politica dei prezzi su eBay

Arrivato fin qui, hai fatto buona parte del lavoro sporco. Hai dato un nome al negozio, una identità attraverso un logo grafico e una struttura coerente con tutte le impostazioni modificate in precedenza. Procediamo quindi a dare vita alla politica aziendale sui prezzi per massimizzare le vendite.
Spedizione gratuita o a pagamento?
Il dilemma che attanaglia ogni venditore su eBay. La faccio breve, ci sono due fattori da considerare: settore e ricarico.
La spedizione è variabile in base al settore. Se si spediscono libri ad esempio, vi saranno delle tariffe di spedizione speciali, per cui è anche possibile (in base al ricarico disponibile) offrire una spedizione gratuita. Certo le spese di spedizione saranno diverse se dovrai spedire una lavatrice…
Se sugli oggetti che vendi c’è un buon ricarico, e il costo della spedizione toglie solo una piccola porzione dal tuo margine di guadagno, è bene offrire una spedizione gratuita magari aumentando un po’ il prezzo. Oppure puoi offrire una spedizione gratuita per un minimo d’ordine.
I clienti sono più propensi ad acquistare i prodotti anche ad un prezzo maggiore ma con spese di spedizione gratuite. Io sono il primo!
Quindi a patto che settore e ricarico te lo permettano, ti consiglio vivamente di offrire sempre la spedizione gratuita (dopo vedremo come risparmiare) perché sarà un punto a tuo favore che determinerà una scalata tra i primi risultati di ricerca su eBay.
Qualora non puoi offrire la spedizione gratuita per via del tuo ricarico troppo basso, allora inserisci spese di spedizioni realistiche e competitive. Non fare l’errore di guadagnarci dalle spese di spedizione, non è una buona pratica e a lungo andare ti penalizzerà.
Hai deciso quale sarà la tua politica di spedizione e adesso stai pensando al prezzo da offrire al pubblico, soprattutto se quello che vendi è da te prodotto e quindi non sai di quanto ricaricare.
Bene! Considera il settore merceologico che vendi e vedi quali sono le tariffe che trattiene eBay. A questo punto decidi quanto vuoi guadagnare e applica questa formula che sicuramente ti sarà di grande aiuto
Costo (costo di produzione e/o acquisto) + margine di guadagno (quanto ci vuoi guadagnare) + IVA (qualora tu sia esente salta il passaggio) + (tariffa in % ebay x 2) + (tariffa in % paypal x 2 + 0,35€).
Generalmente questa formula indica un valore ottimale che ti fa guadagnare una cifra leggermente più alta del margine da te deciso. Quindi hai la possibilità di giocare sul prezzo finale per migliorarne la competitività. Qualora le spese di spedizione siano incluse, ti consiglio di aggiungerne il prezzo nel costo di produzione.
Puoi notare che chi apre una partita iva in regime dei minimi è sicuramente più avvantaggiato perché non può aggiungere IVA e quindi può offrire un prezzo più competitivo. Stesso discorso vale per chi invece ha un volume d’affari elevato, tanto da risparmiare sulle tariffe paypal, qualora tutti i clienti paghino con paypal.

Spedizioni

Sì ne abbiamo già parlato, ma non nello specifico. Adesso capiremo come risparmiare e quali accorgimenti adottare per comparire tra i primi risultati di ricerca.
I clienti vorrebbero sempre acquistare con una spedizione tracciabile. Ebbene se puoi includere il costo nel prezzo finale, offrendo così la spedizione gratuita, fallo senza pensarci due volte. Altrimenti offri la spedizione ad un costo ragionevole, meglio se reale.
È sconsigliato inviare pacchi e buste con posta prioritaria perché potrebbero perdersi e non arrivare al destinatario e non essendo tracciabili non potrai sapere realmente che fine hanno fatto. Ci sono però diversi corrieri che offrono una spedizione con prioritaria tracciabile ma consiglio questo metodo di spedizione solo per oggetti leggeri, piccoli e di poco valore.
Se hai una partita Iva puoi risparmiare notevolmente sulle spedizioni. Poste Italiane sicuramente sarà il luogo dove richiedere le prime informazioni. Successivamente potrai contattare tutti gli altri operatori del settore e chiedere un preventivo gratuito. In questo modo potrai fare un confronto sui prezzi.
È logico che il prezzo dipende molto dal peso degli oggetti che vuoi inviare e dalla mole di spedizioni che effettui mensilmente o annualmente.
Per eBay un venditore che offre la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita (o al massimo il successivo) è diverso da un venditore che spedisce dopo diversi giorni dalla vendita. Quindi nelle tue inserzioni, se puoi farlo, inserisci la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita. In questo modo risulterai tra i primi posti nella ricerca.
In caso di spedizione gratuita il feedback sulla spedizione sarà sempre a 5 stelle perché il cliente non può modificarlo, è un valore automatico ideato per tutti i venditori che offrono la spedizione gratuita. Questo si traduce in una migliore reputazione nel tempo, reputazione che su eBay conta particolarmente.
La spedizione gratuita è uno dei fattori che sembra influire sulla posizione nei risultati di ricerca eBay.

Assistenza

Benissimo! Il tuo negozio sta prendendo forma e si sta sempre più professionalizzando. Quando finirai l’articolo sarai diventato un esperto!
Perché è importante l’assistenza?
Offrire un’assistenza su misura vuol dire essere vicini ai problemi degli acquirenti. Questo si traduce in professionalità, qualità e affidabilità. I 3 fattori che determinano l’acquisto nel tuo negozio piuttosto che in un altro. Quindi perdi un po’ di tempo, sii sempre vicino ai tuoi clienti e risolvi i loro problemi quando chiedono aiuto.
Quando un cliente acquista per la prima volta, è consigliato inserire nel pacco un messaggio di benvenuto. Per questo motivo sarà molto utile creare un piccolo database con la lista dei tuoi clienti e i loro dati ad esempio: nome, cognome, data primo acquisto ecc… In questo modo potrai cercarli di volta in volta e capire se hanno acquistato altre volte o sono nuovi clienti.
Non lasciare attendere il tuo cliente troppo tempo
Ti arriva un messaggio da parte di un tuo cliente, oppure una domanda su un oggetto, in un momento in cui sei fuori e non hai il tempo di dare una risposta dettagliata. Non fare l’errore di non rispondere subito facendolo aspettare ore. Una pratica intelligente da attuare sempre è quella di rispondere immediatamente con un messaggio del tipo “Abbiamo preso in carico la Sua richiesta, cercheremo di rispondere nel più breve tempo possibile alla Sua domanda“.
In questo modo prendi tempo e non lasci in 13 il tuo cliente che ha già preso l’impegno con te e si aspetta una risposta a breve.
Nelle tue inserzioni oltre a descrivere bene l’oggetto, è buona norma descrivere anche il servizio di assistenza che si offre: cosa succede in caso di recesso, in quanto tempo si risponde, quando è possibile contattare, come raggiungere il servizio di assistenza, ecc…
Non sottovalutate questo aspetto, perché non tutti gli utenti su eBay sono geni e riescono a contattare l’acquirente.
Una chicca: sembra che i venditori che offrono una politica di reso più ampia siano in qualche modo privilegiati nei risultati della ricerca. Così come i Venditori Affidabilità Top che hanno raggiunto un livello di qualità dei feedback piuttosto alto (quasi sempre 5 stelle).

Realizzare un’inserzione di successo

Siamo arrivati al clou della guida. Adesso ti chiedo maggiore attenzione perché la realizzazione di un’inserzione determina almeno il 50% del successo nelle vendite.
Esistono tanti servizi utili per realizzare una buona inserzione, ed eBay con la sua area professionale e l’applicazione Turbo Lister aiuta molto. Ma la classica inserzione preconfezionata non è il massimo.
Quando crei un’inserzione devi valutare tantissimi aspetti, per questo ti consiglio sempre di passare al modulo avanzato se stai utilizzando un modulo d’inserzione semplificato.
-Il titolo
L’inserzione deve avere un titolo coerente e completo. Non importa se lo scrivi tutto in maiuscolo, ciò che importa è inserire le corrette parole chiave che definiscono l’oggetto in ordine d’importanza.
Per esempio: se stiamo vendendo una camicia di cotone che presenta una fantasia floreale con un colore tendente al blu, il nostro titolo sarà più o meno così “Camicia di Cotone Fantasia Floreale Blu“.
Quindi utilizzeremo le parole chiave nell’ordine che descrivono l’oggetto e come vogliamo che questo venga cercato. L’errore da non fare è scrivere un titolo del genere “Camicia con fiori colorati disegnati in cotone di colore blu“.
Quando creiamo un titolo dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli utenti su internet effettuano ricerche per parole chiave, e se inserisci troppe congiunzioni e preposizioni nel mezzo della frase, perderai sicuramente diverse posizioni nei risultati della ricerca.
Questo non significa che bisogna scrivere un titolo pieno zeppo di parole chiave, perché il titolo diverrebbe piatto e poco professionale oltreché andrebbe contro le regole di eBay.
Per cui quando si crea un titolo, è bene perdere un po’ più di tempo per dare all’oggetto un titolo degno di nota: corretto nell’impostazione ed efficace allo stesso tempo.
-Le immagini
Dedicherò un sezione a parte mentre qui ti darò alcuni consigli pratici. Inseriscine più che puoi e fa in modo di presentare l’oggetto da diverse prospettive. In alcuni settori solo la prima immagine è gratuita. Un consiglio che mi sento di darti è quello di effettuare un collage di foto così da raggruppare più foto in un’unica immagine. Alrimenti puoi sfruttare la sezione “Descrizione” per inserirne di più; vedremo dopo come fare.
-La descrizione
Eccoci arrivati, adesso il gioco si fa duro e come ben sai, i duri cominciano a giocare!
La descrizione è l’aspetto fondamentale della vendita su eBay. Migliore sarà la descrizione, più alta sarà la conversione all’acquisto.
Una descrizione ben fatta riesce a catturare l’acquirente che non guarda più al prezzo, soprattutto se è diverso di pochi euro con la concorrenza, ma apprezza il lavoraccio che c’è stato dietro e la chiarezza della descrizione, oltre alla grafica d’impatto o meno che vogliamo dare.
Quindi la parola chiave di una buona descrizione è la Chiarezza.
Più una descrizione è completa ed elaborata, più l’acquirente avrà fiducia e procederà all’acquisto.
Detto questo, il consiglio che ti do è quello di inserire quante più informazioni possibili nella descrizione. Informazioni non solo relative all’oggetto, ma anche informazioni sulla spedizione, sui pagamenti, sul reso, sull’assistenza, ecc…
Bisogna quindi rendere chiaro tutto il processo di acquisto.
Nel modulo d’inserzione avanzato hai due opportunità di modifica della descrizione e sono: Standard e HTML.
Quella nella quale puoi inserire di tutto e di più, tanto da personalizzare l’inserzione come desideri, è l’HTML. Per chi non sapesse cosa significhi HTML, faccio presente che è un linguaggio di programmazione web.
Adesso mi dirai ma per quelli che non sono afferrati con questo linguaggio e che non capiscono nulla sulla programmazione? Benissimo!
Sì possono utilizzare le applicazioni offerte da eBay, che però non sono un granché. Puoi chiedere la mia assistenza e con una manciata di euro sarò felice di produrre la tua inserzione personalizzata in HMTL5 e CSS3 – le versioni più aggiornate dei linguaggi di murkup per la formattazione e impaginazione del web.
Ah dimenticavo! Con l’HTML potrai aggiungere anche le immagini nella descrizione, come ti avevo detto in precedenza

Quanto contano le immagini su eBay

Beh, qui ci sarebbe un bel discorso da fare, ma inizio subito col dire che le immagini influenzano più di ogni altra cosa l’inserzione.
Su internet si vende con le immagini, la prima cosa che un cliente guarda è l’immagine, subito dopo il titolo e dopo ancora la descrizione. Quindi puoi notare tu stesso quanto peso abbiano le immagini nel successo di una vendita.
-La qualità
Le immagini devono essere di alta qualità. Sembra che eBay dia priorità nella ricerca alle inserzioni con immagini di alta qualità.
-Come fare una foto
Per fare una foto di qualità senza passare dal fotoritocco, che impiega parecchio tempo, è bene fare una ottima foto sin da subito.
-Fotocamera
Sicuramente una fotocamera in alta definizione è quello che potrà aiutarti nell’impresa. È importante avere uno strumento professionale perché ti permetterà di perdere meno tempo e di dare più vita alle immagini; questo si traduce in una maggiore vendita.
Se non puoi permetterti una fotocamera professionale per la tua impresa, puoi utilizzare uno di questi smartphone di ultima generazione che fanno delle foto di buona qualità. (Considera che il prezzo è pressoché lo stesso)
-Inquadratura
Riprendere l’oggetto da più prospettive è molto importante, perché nella vendita online il cliente purtroppo non tocca con mano l’oggetto, per cui vedere un set di immagini completo agevola la propensione all’acquisto.
-Esposizione
La luce è fondamentale per una foto perfetta. Per questo motivo dobbiamo scattare le immagini alla luce del sole (quando possibile), soprattutto tra le ore 11 e le 13 perché i Lux generati dalla luminosità solare sono più intensa.
Un’alternativa valida alla luce solare è un sistema All In One. Parlo di questi piccoli studi fotografici nati proprio per agevolare il commercio online.

Sicuramente adesso sai molto di più di quanto sapevi prima e stai fremendo dalla voglia di mettere in pratica tutto quello che hai imparato. Ma, un ultimo consiglio che mi sento di dare, o meglio, ridare è quello di perdere un po’ di tempo nella produzione delle tue inserzioni e di avere tanta pazienza. Non buttarti a capofitto a sperimentare. Cerca di ragionare su tutto quello che hai letto e segui passo passo ogni consiglio utile che hai trovato in questa guida, senza correre perché chi corre troppo prima o poi inciampa.

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Struttura delle Reti Wireless

Grazie ai prezzi contenuti, alle prestazioni in continuo miglioramento e soprattutto alla grande comodità di poter evitare l’installazione di cavi, le reti wireless basate sullo standard Wi-Fi (WLAN) stanno riscuotendo un grande successo non soltanto presso gli utenti residenziali, più interessati ai vantaggi di una installazione poco “invasiva” sugli ambienti domestici, ma anche in ambito professionale, dove la maturità di questa tecnologia, con prestazioni ormai stabili e convincenti e con sistemi di sicurezza sempre più perfezionati, ne fa una alternativa realistica alla “classica” rete wired, in molte situazioni tipiche.

È però importante sottolineare che sia la sicurezza, sia il buon funzionamento di una rete wireless dipendono strettamente da una corretta e ragionata configurazione logica di tutti i suoi componenti, e non soltanto da una buona installazione di apparecchi e driver software. In questo corso vedremo come installare e gestire una rete Wi-Fi di medie dimensioni. Nella prima puntata passiamo in rassegna gli standard, i componenti – veri e propri “mattoni” costitutivi della rete – e le tipologie di rete realizzabili.

Il campo d’impiego in cui il Wi-Fi è impiegabile con vantaggio è assai ampio. Per certe applicazioni, come l’offerta di connettività Internet a pagamento in aree attrezzate o luoghi pubblici e l’accesso a larga banda in mobilità, il Wi-Fi è addirittura la vera e propria tecnologia abilitante e non semplicemente un miglioramento. Si tratta quindi non di un “lusso”, ma di uno strumento di lavoro essenziale, il cui corretto funzionamento può essere indispensabile per il business model di un’azienda. Per altre applicazioni di rete, come l’accesso alla LAN aziendale dalle postazioni fisse, la tecnologia wireless rappresenta solo un miglioramento della fruibilità e della praticità, grazie all’eliminazione dei cavi e al fatto di svincolare l’ubicazione dei terminali da quella delle prese di rete. Di conseguenza è possibile risparmiare sul cablaggio strutturato dell’edificio, che può diventare meno capillare o, al limite, sparire del tutto: anche in un locale non attrezzato è possibile rendere disponibile l’accesso alla rete a qualunque postazione, senza investire “in rame” e senza grandi perdite di tempo per gli interventi di installazione che una rete fissa richiede. Il vantaggio di costo e di tempo non deve essere sottovalutato. Per rendersene conto si può considerare l’esempio della rete telefonica fissa, per il cui completamento nel secolo scorso servirono diversi decenni e investimenti colossali. In epoca più recente, invece, gli operatori di telefonia mobile, dovendo piazzare antenne in numero e luogo opportuni, hanno potuto raggiungere la copertura completa nel giro di pochi anni e con investimenti relativamente più modesti. Soprattutto, una volta effettuato l’investimento, tutta l’area coperta dal segnale risulta permanentemente servita dalla rete, mentre nel caso della rete fissa l’edificazione di nuovi stabili continuerà a richiedere investimenti in canalizzazioni, centraline e cavi. Naturalmente le reti wireless hanno anche delle controindicazioni. Non sono adatte a situazioni che richiedano di rendere disponibile con continuità una banda elevatissima a un gran numero di postazioni di lavoro ravvicinate. Infatti, le più veloci tecnologie di rete wireless disponibili sul mercato di massa arrivano a una velocità massima nominale di 125 Mbps, con un throughput tipico notevolmente più basso: almeno un ordine di grandezza in meno di quello che è possibile fare con tecnologie di rete fissa. Per quanto riguarda poi il numero di postazioni che è possibile servire, va considerato che la banda viene condivisa fra tutte le postazioni collegate a un determinato access point, come accadrebbe se fossero postazioni di rete fissa tutte collegate a uno stesso hub. Di conseguenza, maggiore è il numero delle postazioni e peggiori saranno le prestazioni viste dal singolo utente: si può mitigare questo effetto attivando più access points su canali radio diversi, ma anche il numero di canali è limitato (11 canali in USA; 13 canali nelle aree europee che applicano lo standard ETSI, come l’Italia, mentre in Francia sono autorizzati solo 4 canali e in Spagna, addirittura, il numero scende a 2).

Architettura di funzionamento e componenti

L’access point
Un access point è un dispositivo che fa da “centro” di una rete Wi-Fi e, al tempo stesso, funziona da punto di interconnessione fra la rete wired e quella wireless . Di conseguenza, esso consente ai dispositivi della WLAN di comunicare fra di loro e con quelli della LAN e viceversa. Nei confronti della WLAN, inoltre, un access point centralizza importanti funzioni di sicurezza: è sull’AP, per esempio, che si impostano eventuali filtri sul MAC address dei client collegabili. Un access point “puro”, normalmente, acquisisce un indirizzo per sé (o glielo si può assegnare staticamente), ma non rientra fra i suoi compiti quello di distribuire a sua volta indirizzi ai client della sua rete: per ottenere un indirizzo dinamico, i client WLAN non si rivolgono all’AP, ma lo attraversano per raggiungere il DHCP server. Di conseguenza la configurazione di un access point è piuttosto semplice, poiché riguarda quasi esclusivamente funzioni inerenti il funzionamento della WLAN: identificazione, filtri di sicurezza, opzioni per la compatibilità. L’installazione fisica di un access point è un’operazione banale, come si può peraltro intuire dalla linearità del pannello posteriore: le uniche connessioni richieste sono l’alimentazione e la connessione Ethernet alla LAN. Se tutti i dispositivi della rete sono di tipo wireless, l’access point può essere connesso, via cavo Ethernet, direttamente al modem a banda larga (ADSL o HAG). In alternativa, se accanto alla WLAN esiste una LAN, al modem sarà tipicamente collegato un router, e a questo saranno collegati la LAN e l’access point, come se quest’ultimo fosse un secondo tronco di LAN.

Wireless router
Un wireless router è un dispositivo altamente integrato che fornisce sia le funzioni di access point, sia quelle di router, per la condivisione dell’accesso Internet; quasi sempre sono presenti anche funzioni di firewall e di Ethernet switch, con un certo numero di porte disponibili per attestare tratti di LAN wired. Le unità più sofisticate possono prevedere anche una funzione di print server o di file server, grazie alla possibilità di connettere direttamente al wireless router (di solito via USB) una stampante o un disco esterno che saranno poi condivisi sia sulla LAN, sia sulla WLAN. Questo elimina la necessità di avere un PC permanentemente acceso per assolvere al ruolo di host per queste periferiche. Come si vede, un dispositivo wireless router giustifica ampiamente il maggior costo grazie al gran numero di funzioni integrate e gestite in modo centralizzato, e alla conseguente semplificazione della rete e della sua configurazione. L’unico svantaggio è forse rappresentato dal fatto che, ove comparisse un nuovo e più performante standard WiFi non installabile come semplice firmware upgrade, si sarebbe costretti a cambiare tutto il dispositivo. Con la soluzione a componenti discreti (router e access point separati) basterebbe cambiare il solo access point

Soluzioni con modem ADSL integrato
Ai tipi di dispositivo appena descritti (access point e wireless router) è normalmente affiancato un modem a larga banda (DSL, satellite o fibra ottica) per l’accesso Internet. Nel caso specifico dell’ADSL, alcuni modelli integrano anche questa funzione, semplificando ancor più la rete e consentendo una gestione ancor più integrata e unificata. In questi casi si parla appunto di modem router WiFi.

La stazione client
Le postazioni client in tecnologia Wi-Fi possono essere basate su vari tipi diversi di adattatori di rete. Le macchine desktop possono far uso di schede PCI, in genere con il leggero fastidio dell’antenna esterna, oppure di adattatori su porta USB. Questi ultimi presentano spesso il problema dell’ingombro, che rende difficile l’accesso alle altre porte USB circostanti, costringendo a usare un cavetto di prolunga. Alcuni modelli USB sono dotati di uno snodo per alleviare il problema; il modello MAXg 5421 di U.S. Robotics propone addirittura uno snodo a due gradi di libertà per una flessibilità ancora maggiore. Per quanto riguarda i portatili, alcuni modelli, come i sistemi Centrino, integrano direttamente nel chipset la circuiteria necessaria; negli altri è possibile aggiungere la funzionalità Wi-Fi installando una scheda nello slot PCMCIA oppure un adattatore USB, assai meno pratico a causa della sporgenza nettamente maggiore. Due le possibilità per i palmari: Wi-Fi integrato oppure su scheda (in formato CF o SD). La prima opzione è nettamente preferibile, in quanto la scheda generalmente sporge di diversi millimetri per esporre l’antenna, rischiando di rompersi in caso di urti; inoltre, l’installazione di una scheda Wi-Fi nello slot pregiudica la possibilità di installare anche un’espansione di memoria flash. Gli adattatori USB richiedono che la porta USB del PC abbia una velocità adeguata alle prestazioni della rete wireless. Con una porta USB 1.1 sono disponibili 12 Mbps di banda, adeguati per reti 802.11b (11 Mbps), ma largamente insufficienti per le più veloci 802.11g, magari con accelerazione a 125 Mbps. Per avere il massimo delle prestazioni sui PC più vecchi è quindi preferibile usare schede PCMCIA, per i portatili, o PCI, per i desktop. Per quanto riguarda i portatili, l’unico svantaggio della circuiteria per rete wireless integrata nel chipset sta nel fatto di non essere aggiornabile: gli standard Wi-Fi progrediscono in modo rapido e continuo, e l’unico modo per mantenersi aggiornati è quello di usare schede di rete sostituibili.

Tipologie di rete wireless

Rete wireless peer-to-peer
Tecnicamente, questo tipo di rete si chiama Independent Basic Service Set (IBSS): i computer appartenenti alla rete ad hoc possono comunicare fra loro direttamente. Il vantaggio di questo schema è l’economicità, dato che non occorre avere un access point: a patto di saper configurare correttamente gli indirizzi delle macchine interessate, quindi, si tratta dell’equivalente di una normale rete wired in cui un certo numero di PC è collegato a un hub di rete, oppure attestati su uno stesso tronco di LAN (oppure, due PC sono connessi fra loro direttamente da un cavo Ethernet di tipo cross). Qualora occorra una interconnessione con una rete fissa, ad esempio per avere un accesso Internet, occorrerà che una delle stazioni facenti parte dell’IBSS disponga di una seconda scheda di rete attestata sulla rete fissa, e che questa stazione provveda a fare da “bridge” per interconnettere la WLAN IBSS alla LAN. In Windows questo può essere ottenuto usando la Condivisione Accesso a Internet (Internet Connection Sharing, ICS).

Rete con access point (BSS)
Le reti wireless in cui un certo numero di stazioni devono comunicare fra loro ma anche con macchine collegate alla rete wired, nonché eventualmente disporre dell’uscita verso Internet, sono realizzabili in modo più appropriato facendo ricorso alla topologia Basic Service Set (BSS), comunemente definita Infrastructure Mode. In questa topologia, un access point attestato sulla LAN si occupa di fare da bridge fra la rete WLAN e la LAN. Ogni stazione client si collega direttamente con l’access point; questa connessione è detta associazione. Lato WLAN l’access point si comporta più come un hub che come uno switch: la banda è infatti condivisa fra tutte le stazioni collegate, poiché lavorano tutte su uno stesso canale. Questo fatto può essere sfruttato per costruire una rete multi-infrastructure (Extended Service Set, ESS) in cui, con una opportuna disposizione e configurazione degli access point, è possibile coprire uniformemente un’area troppo grande da gestire con un solo access point. Nelle zone di confine, in cui arriva il segnale di due o più access point, non ci saranno interferenze, purché questi ultimi vengano fatti lavorare su canali diversi. Una variante interessante è quella in cui N access point vengono usati per coprire esattamente la stessa area (naturalmente, lavorando su canali diversi). In questo modo, la banda complessivamente disponibile per le stazioni in rete viene moltiplicata per N: se i client vengono distribuiti in modo uniforme fra i canali gestiti dai vari access point, si avrà un’allocazione ottimale della capacità della rete

Rete in roaming (DS ed ESS)
Nella configurazione ESS, le specifiche 802.11 prevedono la possibilità per le stazioni client di fruire di un servizio di “roaming” fra le aree coperte da access point diversi, se questi sono supportati da un Distribution System (DS) consistente nella rete che li interconnette e negli appositi protocolli funzionanti su di essa. Il DS si occupa di garantire che un frame Ethernet pervenga effettivamente al destinatario, e tiene traccia degli spostamenti della stazione mobile da un ESS all’altro, aggiornando automaticamente l’associazione quando necessario

Rete con router
Nel caso della rete BSS con access point, quest’ultimo può essere connesso direttamente al modem a larga banda: in questo caso, l’accesso Internet viene reso disponibile a tutte e sole le stazioni client della rete wireless, le quali si rivolgono direttamente al modem per ottenere un indirizzo. Se però vi è necessità di avere anche una LAN wired, oppure se il provider ISP concede l’uso di un solo indirizzo, allora la configurazione più adatta è quella in cui al modem broadband si collega direttamente solo un router e a quest’ultimo, sul lato interno, si collegheranno sia la LAN wired, sia l’access point. Sarà il router a occuparsi in modo trasparente (NAT) della condivisione dell’indirizzo IP fra le postazioni client ed, eventualmente, di migliorare la sicurezza della rete locale nel suo complesso (LAN+WLAN) da attacchi provenienti da Internet, fungendo da firewall hardware. Si noti che le funzioni di router e di access point possono essere implementate anche da un unico apparecchio, il già citato wireless router.

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Come Risolvere Problemi di Latenza della Rete

Conosciuto anche come “Ms” e “Latenza”, il termine “Ping” è da sempre motivo di preoccupazione per gli utenti pc che videogiocano o che desiderano migliorare la propria connessione, normalmente bassa. In linea di massima, volente o nolente, tutti noi abbiamo avuto almeno una volta a che fare con il ping. Alcuni tramite l’assistenza fornita dal proprio operatore, lamentandosi del servizio o chiedendo chiarimenti, chi invece navigando in Internet alla ricerca del solito articolo esplicativo dal nome “Come abbassare il Ping…”, dalle mille informazioni ma dal poco contenuto.
Per questo motivo il nostro sito ha deciso di scrivere una guida, completa e dettagliata, per sistemare una volta per tutte la questione, o più semplicemente per cercare di capirci qualcosa in più.

Ping: cos’è e come funziona

Termine usato in ambito informatico, il Ping indica la latenza, ossia quell’arco di tempo che separa l’input dall’output.
Per essere più chiari faremo un esempio: prendendo in considerazione un qualunque browser web, come Google Chrome o Safari, e digitando all’interno della barra degli indirizzi l’url di un qualsiasi sito, come www.sito.it, dal modem (nel caso in cui si utilizzi un PC) parte un segnale diretto ai server di sitot.it, il quale farà ritorno con tutte le informazioni necessarie per caricare il sito. Ecco, questo lasso di tempo è definito latenza, come vi abbiamo detto, e viene indicato con l’acronimo Ping (Packet Internet Groper). Più alto sarà il ping maggiore sarà il tempo impiegato per caricare la pagina, nel caso in cui si stia cercando un determinato sito. Differente è invece la questione per coloro che videogiocano.

Le cause e le soluzioni

Le cause possono essere molteplici, come i filtri presenti sulla propria rete, le impostazioni del computer o del dispositivo in uso oppure la lontananza dalla centrale.
Volendo sistemare il problema rapidamente, eliminando definitivamente la distanza con la centrale, di quelli elencati il principale problema, è possibile ricorrere alla Fibra Ottica. Ftth o Fttc, la scelta in merito alla tipologia di fibra è solo del consumatore, una cosa però è certa: confrontando le offerte Fibra Ottica e decidendo di cambiare marcia il problema si risolve in breve tempo.

Non tutti però desiderano sottoscrivere un’offerta dedicata alla fibra ottica, di conseguenza qui sotto vedremo altri metodi, applicabili in prima persona sulla propria macchina oppure con l’aiuto di alcuni programmi di terze parti.

Intervento manuale

Se possedete un computer, portatile o fisso che sia, con un sistema operativo di casa Windows dovete sapere una cosa molto importante. Dovendo funzionare in modo identico e soprattutto stabile su tutti i dispositivi, questi sistemi operativi vengono rilasciati con delle impostazioni base, alcune delle quali vanno ad influire sulla latenza, che noi andremo a modificare.
Essendo questa una procedura molto tecnica vi consigliamo di prestare particolare attenzione e di seguire alla lettera la procedura

Aprire il programma “Regedit”, presente all’interno dei programmi base del pc. Per trovarlo è sufficiente scrivere il nome nella barra di ricerca del menù;

Cercare la cartella “HKEY_LOCAL_MACHINE” ed eseguire il seguente percorso “Cercare la cartella “HKEY_LOCAL_MACHINE” ed eseguire il seguente percorso “HKEY_LOCAL_MACHINE/SYSTEM/ CurrentControlSet/Services/Tcpip /Parameters/Interfaces”;”;
Una volta arrivati nella cartella “Interfaces” cercare la chiave di rete;
Premere all’interno della finestra di dx il tasto destro del mouse e creare un nuovo valore “DWORD (32-bit)”. Tale valore dovrà essere rinominato come “TcpAckFrequency”;
Cliccare sul valore creato e assegnare il numero 1;
All’interno della stessa finestra creare un nuovo valore, come fatto in precedenza, rinominandolo questo volta come “TCPNoDelay”;
Anche in questo caso andrà assegnato il valore 1.

Se la procedura qui descritta viene eseguita nella maniera corretta, entrambi i valori creati riporteranno la proprietà REG_DWORD con un valore di 0x00000001.
Vi lasciamo alcune immagini esplicative per semplificare i passaggi.

Programmi terze parti

Se ritenete la procedura sopra elencata troppo complicata, esistono alcuni programmi creati da terze parti che è possibile installare sul proprio computer. Di seguito andremo a vederne un paio.

Il primo programma che è possibile scaricare gratuitamente è Leatrix Latency Fix, compatibile con tutti i sistemi operativi Windows, sia a 32 che a 64 bit.
Di seguito trovate la procedura:

Installare il programma;
Aprire la finestra “Esegui” premendo Win + R e inserire all’interno del campo la dicitura “gpedit.msc”;
Una volta apertasi la finestra “Editor criteri di gruppo locali” andare su “Modelli amministrativi” e poi su “Rete”;

All’interno del riquadro di dx cercare e aprire la cartella “Utilità di pianificazione pacchetti QoS”;
Aprire il file “Limita larghezza di banda riservabile” e una volta flaggato su comando Attiva, portare il limite della banda da 80 a 100.

Il secondo programma che andremo a vedere è TCP Optimizer, la cui procedura vi spiegheremo qui sotto

Una volta scaricato il programma non necessita di installazione quindi apritelo;
Selezionare la propria velocità massima di connessione. Questa dipende da contratto a contratto;
Cliccare sulla casella posta in basso a dx denominata optimal;
Cliccare su “Apply Change”.