Categorie
Guide

Come Vendere su eBay

Vuoi ottenere il 100% dal tuo negozio eBay, massimizzando le vendite e triplicando il fatturato?
In questo articolo ti guiderò per ottenere il massimo dalle tue inserzioni per vendere su eBay. Ciò che imparerai servirà per ottimizzare le tue inserzioni e migliorare la tua reputazione, quindi: più vendite, più fatturato, più guadagni.

Sei pronto? Cominciamo!
Conoscere le migliori tecniche per vendere su eBay cambierà la tua politica aziendale: i risultati saranno straordinari.
Fai attenzione.
Su internet troverai tantissimi articoli su come migliorare le prestazioni di un negozio eBay ma nessuno di questi sarà in grado di dare una svolta alla tua carriera di eBayer.
C’è chi ti dirà che è necessario spendere tanti soldi per avere migliori risultati, e quindi va a finire che ci si affida a queste fantomatiche agenzie online che fanno tutto al posto tuo. In questo modo non avrai imparato nulla e al prossimo problema tornerai a chiedere loro, spendendo altro denaro, perché purtroppo non sai da dove cominciare.
Sei convinto che bisogna uscire tanti soldi per essere il migliore? Io credo proprio di NO.
Ci sono anche agenzie che funzionano, per carità, ma i costi sono così alti che il gioco non vale la candela.
Per riuscire a migliorare le prestazioni del tuo negozio eBay servirà solo un po’ di impegno e tanta pazienza.

La ricetta per il negozio eBay perfetto: pochissimi la conoscono, ancor meno la usano, ma tu farai scuola agli altri.
Ci riuscirai e non dovrai spendere migliaia di €. Dopo questa lettura sarai in grado di ottimizzare il tuo negozio su eBay, triplicando il tuo fatturato.

Questi sono i punti dove si dovrà intervenire:
-Branding
-Politica dei prezzi
-Spedizioni
-Assistenza
-Inserzioni

Riuscire a fare branding di qualità su eBay

Il tuo negozio è l’estensione di un’attività fisica di successo e hai aperto un negozio online su eBay per fare branding? Bravo! Puoi passare allo step successivo.
Se invece è la tua prima volta, oppure hai iniziato da poco, la cosa che ti consiglio di fare è quella di rivedere il brand del tuo negozio.
-Dare un nome semplice al negozio
Il nome del negozio, indipendentemente dal settore merceologico che tratti, deve essere diretto, corto e facile da ricordare. Meglio se inerente a ciò che vendi.
Certo non fare l’errore di scrivere “le monellerie comiche di zio Tom” se stai vendendo giochi comici, meglio usare un nome più corto come “Tom’s Toys” ovvero i “Giocattoli di Tom“. Questo discorso è valido per chi non vende un marchio nello specifico e vuole fare branding con il proprio negozio su eBay.
Se hai già creato un brand per il tuo negozio, o vendi prodotti di un solo marchio, è più indicato creare un nome inserendo il brand che promuovi.
Dopo aver deciso il nome del negozio, fai una ricerca su internet e vedi se esiste già. Qualora esista, molto probabilmente non sarà disponibile su eBay quindi è importante verificare prima la sua esistenza così da evitare che ti crolli il mondo addosso quando provi a inserirlo per il tuo negozio e ti compare un messaggio di errore.
-Creare il logo del negozio
Detto questo, se il tuo nome è originale e disponibile su eBay, procedi a registrarlo e incomincia a creare un logo. Non pensare di fare branding senza un logo grafico…
Nel branding sono le immagini che catturano il cliente, puoi avere il nome più originale o stupido del mondo (in base ai punti di vista), non riuscirai mai a fare branding senza un logo serio e d’impatto. Vedi eBay che ha registrato un grandioso successo con un logo molto semplice. Adesso prova ad immaginare cosa sarebbe stato eBay senza un logo…
Bando alle ciance, se sei in grado di produrre un logo in autonomia hai sicuramente una marcia in più.
Diversamente non disperare, ti aiuto io, contattami: parlami del tuo progetto (come deve essere, come vorresti il tuo logo); in poco tempo mi metterò all’opera per produrre il tuo logo. Alla fine pagherai la somma pattuita in partenza. Geniale no?
-Email marketing
Non sottovalutare le email che arrivano all’acquirente. Sono fondamentali per il branding. Per modificarle ed inserire il tuo contenuto originale vai su
Il mio eBay.
Sposta il cursore sulla scheda Account finché non appare il menu a discesa Strumenti di marketing.
Clicca sul link Email di marketing.
Adesso procedi e seleziona i modelli da modificare. Sicuramente è bene avere un contenuto originale per l’email di Benvenuto e fissare almeno una email periodica per la newsletter. Solitamente questi due modelli sono già creati da eBay per cui ti consiglio di procedere alla modifica inserendo un contenuto accattivante.
Modifica anche i modelli di email che arrivano automaticamente quando un acquirente procede all’acquisto.
Clicca su Preferenze di programmazione.
Spunta la casella “aggiungi il logo alle email” e modificane il contenuto come meglio credi.
-Feedback
I feedback, altra bella storia.
Bisogna sempre ricambiare un feedback al cliente che ha espresso un apprezzamento. Non fare l’errore di lasciare i commenti di feedback predefiniti perché a lungo andare non ti ripagheranno in termini di branding. Lascia personalmente i tuoi feedback e fa in modo che siano sinceri e diversi tra loro. Se hai una mole importante di feedback da lasciare, ti consiglio di spuntare la casella dei feedback automatici (nella sezione preferenze di programmazione) inserendo dei commenti predefiniti cordiali e sensati (che coccolano il cliente).
-Social
Collega il tuo negozio alle pagine ufficiali su Facebook, Twitter e Google Plus. Aggiorna le pagine dei social periodicamente. Oggi giorno la maggior parte degli utenti/acquirenti staziona puntualmente sui social per buona parte della giornata. Fare branding sui social è una pratica indispensabile per avere successo nelle vendite. Ti consiglio di leggere Creare una pagina Facebook di successo.

Politica dei prezzi su eBay

Arrivato fin qui, hai fatto buona parte del lavoro sporco. Hai dato un nome al negozio, una identità attraverso un logo grafico e una struttura coerente con tutte le impostazioni modificate in precedenza. Procediamo quindi a dare vita alla politica aziendale sui prezzi per massimizzare le vendite.
Spedizione gratuita o a pagamento?
Il dilemma che attanaglia ogni venditore su eBay. La faccio breve, ci sono due fattori da considerare: settore e ricarico.
La spedizione è variabile in base al settore. Se si spediscono libri ad esempio, vi saranno delle tariffe di spedizione speciali, per cui è anche possibile (in base al ricarico disponibile) offrire una spedizione gratuita. Certo le spese di spedizione saranno diverse se dovrai spedire una lavatrice…
Se sugli oggetti che vendi c’è un buon ricarico, e il costo della spedizione toglie solo una piccola porzione dal tuo margine di guadagno, è bene offrire una spedizione gratuita magari aumentando un po’ il prezzo. Oppure puoi offrire una spedizione gratuita per un minimo d’ordine.
I clienti sono più propensi ad acquistare i prodotti anche ad un prezzo maggiore ma con spese di spedizione gratuite. Io sono il primo!
Quindi a patto che settore e ricarico te lo permettano, ti consiglio vivamente di offrire sempre la spedizione gratuita (dopo vedremo come risparmiare) perché sarà un punto a tuo favore che determinerà una scalata tra i primi risultati di ricerca su eBay.
Qualora non puoi offrire la spedizione gratuita per via del tuo ricarico troppo basso, allora inserisci spese di spedizioni realistiche e competitive. Non fare l’errore di guadagnarci dalle spese di spedizione, non è una buona pratica e a lungo andare ti penalizzerà.
Hai deciso quale sarà la tua politica di spedizione e adesso stai pensando al prezzo da offrire al pubblico, soprattutto se quello che vendi è da te prodotto e quindi non sai di quanto ricaricare.
Bene! Considera il settore merceologico che vendi e vedi quali sono le tariffe che trattiene eBay. A questo punto decidi quanto vuoi guadagnare e applica questa formula che sicuramente ti sarà di grande aiuto
Costo (costo di produzione e/o acquisto) + margine di guadagno (quanto ci vuoi guadagnare) + IVA (qualora tu sia esente salta il passaggio) + (tariffa in % ebay x 2) + (tariffa in % paypal x 2 + 0,35€).
Generalmente questa formula indica un valore ottimale che ti fa guadagnare una cifra leggermente più alta del margine da te deciso. Quindi hai la possibilità di giocare sul prezzo finale per migliorarne la competitività. Qualora le spese di spedizione siano incluse, ti consiglio di aggiungerne il prezzo nel costo di produzione.
Puoi notare che chi apre una partita iva in regime dei minimi è sicuramente più avvantaggiato perché non può aggiungere IVA e quindi può offrire un prezzo più competitivo. Stesso discorso vale per chi invece ha un volume d’affari elevato, tanto da risparmiare sulle tariffe paypal, qualora tutti i clienti paghino con paypal.

Spedizioni

Sì ne abbiamo già parlato, ma non nello specifico. Adesso capiremo come risparmiare e quali accorgimenti adottare per comparire tra i primi risultati di ricerca.
I clienti vorrebbero sempre acquistare con una spedizione tracciabile. Ebbene se puoi includere il costo nel prezzo finale, offrendo così la spedizione gratuita, fallo senza pensarci due volte. Altrimenti offri la spedizione ad un costo ragionevole, meglio se reale.
È sconsigliato inviare pacchi e buste con posta prioritaria perché potrebbero perdersi e non arrivare al destinatario e non essendo tracciabili non potrai sapere realmente che fine hanno fatto. Ci sono però diversi corrieri che offrono una spedizione con prioritaria tracciabile ma consiglio questo metodo di spedizione solo per oggetti leggeri, piccoli e di poco valore.
Se hai una partita Iva puoi risparmiare notevolmente sulle spedizioni. Poste Italiane sicuramente sarà il luogo dove richiedere le prime informazioni. Successivamente potrai contattare tutti gli altri operatori del settore e chiedere un preventivo gratuito. In questo modo potrai fare un confronto sui prezzi.
È logico che il prezzo dipende molto dal peso degli oggetti che vuoi inviare e dalla mole di spedizioni che effettui mensilmente o annualmente.
Per eBay un venditore che offre la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita (o al massimo il successivo) è diverso da un venditore che spedisce dopo diversi giorni dalla vendita. Quindi nelle tue inserzioni, se puoi farlo, inserisci la spedizione nello stesso giorno lavorativo della vendita. In questo modo risulterai tra i primi posti nella ricerca.
In caso di spedizione gratuita il feedback sulla spedizione sarà sempre a 5 stelle perché il cliente non può modificarlo, è un valore automatico ideato per tutti i venditori che offrono la spedizione gratuita. Questo si traduce in una migliore reputazione nel tempo, reputazione che su eBay conta particolarmente.
La spedizione gratuita è uno dei fattori che sembra influire sulla posizione nei risultati di ricerca eBay.

Assistenza

Benissimo! Il tuo negozio sta prendendo forma e si sta sempre più professionalizzando. Quando finirai l’articolo sarai diventato un esperto!
Perché è importante l’assistenza?
Offrire un’assistenza su misura vuol dire essere vicini ai problemi degli acquirenti. Questo si traduce in professionalità, qualità e affidabilità. I 3 fattori che determinano l’acquisto nel tuo negozio piuttosto che in un altro. Quindi perdi un po’ di tempo, sii sempre vicino ai tuoi clienti e risolvi i loro problemi quando chiedono aiuto.
Quando un cliente acquista per la prima volta, è consigliato inserire nel pacco un messaggio di benvenuto. Per questo motivo sarà molto utile creare un piccolo database con la lista dei tuoi clienti e i loro dati ad esempio: nome, cognome, data primo acquisto ecc… In questo modo potrai cercarli di volta in volta e capire se hanno acquistato altre volte o sono nuovi clienti.
Non lasciare attendere il tuo cliente troppo tempo
Ti arriva un messaggio da parte di un tuo cliente, oppure una domanda su un oggetto, in un momento in cui sei fuori e non hai il tempo di dare una risposta dettagliata. Non fare l’errore di non rispondere subito facendolo aspettare ore. Una pratica intelligente da attuare sempre è quella di rispondere immediatamente con un messaggio del tipo “Abbiamo preso in carico la Sua richiesta, cercheremo di rispondere nel più breve tempo possibile alla Sua domanda“.
In questo modo prendi tempo e non lasci in 13 il tuo cliente che ha già preso l’impegno con te e si aspetta una risposta a breve.
Nelle tue inserzioni oltre a descrivere bene l’oggetto, è buona norma descrivere anche il servizio di assistenza che si offre: cosa succede in caso di recesso, in quanto tempo si risponde, quando è possibile contattare, come raggiungere il servizio di assistenza, ecc…
Non sottovalutate questo aspetto, perché non tutti gli utenti su eBay sono geni e riescono a contattare l’acquirente.
Una chicca: sembra che i venditori che offrono una politica di reso più ampia siano in qualche modo privilegiati nei risultati della ricerca. Così come i Venditori Affidabilità Top che hanno raggiunto un livello di qualità dei feedback piuttosto alto (quasi sempre 5 stelle).

Realizzare un’inserzione di successo

Siamo arrivati al clou della guida. Adesso ti chiedo maggiore attenzione perché la realizzazione di un’inserzione determina almeno il 50% del successo nelle vendite.
Esistono tanti servizi utili per realizzare una buona inserzione, ed eBay con la sua area professionale e l’applicazione Turbo Lister aiuta molto. Ma la classica inserzione preconfezionata non è il massimo.
Quando crei un’inserzione devi valutare tantissimi aspetti, per questo ti consiglio sempre di passare al modulo avanzato se stai utilizzando un modulo d’inserzione semplificato.
-Il titolo
L’inserzione deve avere un titolo coerente e completo. Non importa se lo scrivi tutto in maiuscolo, ciò che importa è inserire le corrette parole chiave che definiscono l’oggetto in ordine d’importanza.
Per esempio: se stiamo vendendo una camicia di cotone che presenta una fantasia floreale con un colore tendente al blu, il nostro titolo sarà più o meno così “Camicia di Cotone Fantasia Floreale Blu“.
Quindi utilizzeremo le parole chiave nell’ordine che descrivono l’oggetto e come vogliamo che questo venga cercato. L’errore da non fare è scrivere un titolo del genere “Camicia con fiori colorati disegnati in cotone di colore blu“.
Quando creiamo un titolo dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli utenti su internet effettuano ricerche per parole chiave, e se inserisci troppe congiunzioni e preposizioni nel mezzo della frase, perderai sicuramente diverse posizioni nei risultati della ricerca.
Questo non significa che bisogna scrivere un titolo pieno zeppo di parole chiave, perché il titolo diverrebbe piatto e poco professionale oltreché andrebbe contro le regole di eBay.
Per cui quando si crea un titolo, è bene perdere un po’ più di tempo per dare all’oggetto un titolo degno di nota: corretto nell’impostazione ed efficace allo stesso tempo.
-Le immagini
Dedicherò un sezione a parte mentre qui ti darò alcuni consigli pratici. Inseriscine più che puoi e fa in modo di presentare l’oggetto da diverse prospettive. In alcuni settori solo la prima immagine è gratuita. Un consiglio che mi sento di darti è quello di effettuare un collage di foto così da raggruppare più foto in un’unica immagine. Alrimenti puoi sfruttare la sezione “Descrizione” per inserirne di più; vedremo dopo come fare.
-La descrizione
Eccoci arrivati, adesso il gioco si fa duro e come ben sai, i duri cominciano a giocare!
La descrizione è l’aspetto fondamentale della vendita su eBay. Migliore sarà la descrizione, più alta sarà la conversione all’acquisto.
Una descrizione ben fatta riesce a catturare l’acquirente che non guarda più al prezzo, soprattutto se è diverso di pochi euro con la concorrenza, ma apprezza il lavoraccio che c’è stato dietro e la chiarezza della descrizione, oltre alla grafica d’impatto o meno che vogliamo dare.
Quindi la parola chiave di una buona descrizione è la Chiarezza.
Più una descrizione è completa ed elaborata, più l’acquirente avrà fiducia e procederà all’acquisto.
Detto questo, il consiglio che ti do è quello di inserire quante più informazioni possibili nella descrizione. Informazioni non solo relative all’oggetto, ma anche informazioni sulla spedizione, sui pagamenti, sul reso, sull’assistenza, ecc…
Bisogna quindi rendere chiaro tutto il processo di acquisto.
Nel modulo d’inserzione avanzato hai due opportunità di modifica della descrizione e sono: Standard e HTML.
Quella nella quale puoi inserire di tutto e di più, tanto da personalizzare l’inserzione come desideri, è l’HTML. Per chi non sapesse cosa significhi HTML, faccio presente che è un linguaggio di programmazione web.
Adesso mi dirai ma per quelli che non sono afferrati con questo linguaggio e che non capiscono nulla sulla programmazione? Benissimo!
Sì possono utilizzare le applicazioni offerte da eBay, che però non sono un granché. Puoi chiedere la mia assistenza e con una manciata di euro sarò felice di produrre la tua inserzione personalizzata in HMTL5 e CSS3 – le versioni più aggiornate dei linguaggi di murkup per la formattazione e impaginazione del web.
Ah dimenticavo! Con l’HTML potrai aggiungere anche le immagini nella descrizione, come ti avevo detto in precedenza

Quanto contano le immagini su eBay

Beh, qui ci sarebbe un bel discorso da fare, ma inizio subito col dire che le immagini influenzano più di ogni altra cosa l’inserzione.
Su internet si vende con le immagini, la prima cosa che un cliente guarda è l’immagine, subito dopo il titolo e dopo ancora la descrizione. Quindi puoi notare tu stesso quanto peso abbiano le immagini nel successo di una vendita.
-La qualità
Le immagini devono essere di alta qualità. Sembra che eBay dia priorità nella ricerca alle inserzioni con immagini di alta qualità.
-Come fare una foto
Per fare una foto di qualità senza passare dal fotoritocco, che impiega parecchio tempo, è bene fare una ottima foto sin da subito.
-Fotocamera
Sicuramente una fotocamera in alta definizione è quello che potrà aiutarti nell’impresa. È importante avere uno strumento professionale perché ti permetterà di perdere meno tempo e di dare più vita alle immagini; questo si traduce in una maggiore vendita.
Se non puoi permetterti una fotocamera professionale per la tua impresa, puoi utilizzare uno di questi smartphone di ultima generazione che fanno delle foto di buona qualità. (Considera che il prezzo è pressoché lo stesso)
-Inquadratura
Riprendere l’oggetto da più prospettive è molto importante, perché nella vendita online il cliente purtroppo non tocca con mano l’oggetto, per cui vedere un set di immagini completo agevola la propensione all’acquisto.
-Esposizione
La luce è fondamentale per una foto perfetta. Per questo motivo dobbiamo scattare le immagini alla luce del sole (quando possibile), soprattutto tra le ore 11 e le 13 perché i Lux generati dalla luminosità solare sono più intensa.
Un’alternativa valida alla luce solare è un sistema All In One. Parlo di questi piccoli studi fotografici nati proprio per agevolare il commercio online.

Sicuramente adesso sai molto di più di quanto sapevi prima e stai fremendo dalla voglia di mettere in pratica tutto quello che hai imparato. Ma, un ultimo consiglio che mi sento di dare, o meglio, ridare è quello di perdere un po’ di tempo nella produzione delle tue inserzioni e di avere tanta pazienza. Non buttarti a capofitto a sperimentare. Cerca di ragionare su tutto quello che hai letto e segui passo passo ogni consiglio utile che hai trovato in questa guida, senza correre perché chi corre troppo prima o poi inciampa.

Categorie
Guide

Struttura delle Reti Wireless

Grazie ai prezzi contenuti, alle prestazioni in continuo miglioramento e soprattutto alla grande comodità di poter evitare l’installazione di cavi, le reti wireless basate sullo standard Wi-Fi (WLAN) stanno riscuotendo un grande successo non soltanto presso gli utenti residenziali, più interessati ai vantaggi di una installazione poco “invasiva” sugli ambienti domestici, ma anche in ambito professionale, dove la maturità di questa tecnologia, con prestazioni ormai stabili e convincenti e con sistemi di sicurezza sempre più perfezionati, ne fa una alternativa realistica alla “classica” rete wired, in molte situazioni tipiche.

È però importante sottolineare che sia la sicurezza, sia il buon funzionamento di una rete wireless dipendono strettamente da una corretta e ragionata configurazione logica di tutti i suoi componenti, e non soltanto da una buona installazione di apparecchi e driver software. In questo corso vedremo come installare e gestire una rete Wi-Fi di medie dimensioni. Nella prima puntata passiamo in rassegna gli standard, i componenti – veri e propri “mattoni” costitutivi della rete – e le tipologie di rete realizzabili.

Il campo d’impiego in cui il Wi-Fi è impiegabile con vantaggio è assai ampio. Per certe applicazioni, come l’offerta di connettività Internet a pagamento in aree attrezzate o luoghi pubblici e l’accesso a larga banda in mobilità, il Wi-Fi è addirittura la vera e propria tecnologia abilitante e non semplicemente un miglioramento. Si tratta quindi non di un “lusso”, ma di uno strumento di lavoro essenziale, il cui corretto funzionamento può essere indispensabile per il business model di un’azienda. Per altre applicazioni di rete, come l’accesso alla LAN aziendale dalle postazioni fisse, la tecnologia wireless rappresenta solo un miglioramento della fruibilità e della praticità, grazie all’eliminazione dei cavi e al fatto di svincolare l’ubicazione dei terminali da quella delle prese di rete. Di conseguenza è possibile risparmiare sul cablaggio strutturato dell’edificio, che può diventare meno capillare o, al limite, sparire del tutto: anche in un locale non attrezzato è possibile rendere disponibile l’accesso alla rete a qualunque postazione, senza investire “in rame” e senza grandi perdite di tempo per gli interventi di installazione che una rete fissa richiede. Il vantaggio di costo e di tempo non deve essere sottovalutato. Per rendersene conto si può considerare l’esempio della rete telefonica fissa, per il cui completamento nel secolo scorso servirono diversi decenni e investimenti colossali. In epoca più recente, invece, gli operatori di telefonia mobile, dovendo piazzare antenne in numero e luogo opportuni, hanno potuto raggiungere la copertura completa nel giro di pochi anni e con investimenti relativamente più modesti. Soprattutto, una volta effettuato l’investimento, tutta l’area coperta dal segnale risulta permanentemente servita dalla rete, mentre nel caso della rete fissa l’edificazione di nuovi stabili continuerà a richiedere investimenti in canalizzazioni, centraline e cavi. Naturalmente le reti wireless hanno anche delle controindicazioni. Non sono adatte a situazioni che richiedano di rendere disponibile con continuità una banda elevatissima a un gran numero di postazioni di lavoro ravvicinate. Infatti, le più veloci tecnologie di rete wireless disponibili sul mercato di massa arrivano a una velocità massima nominale di 125 Mbps, con un throughput tipico notevolmente più basso: almeno un ordine di grandezza in meno di quello che è possibile fare con tecnologie di rete fissa. Per quanto riguarda poi il numero di postazioni che è possibile servire, va considerato che la banda viene condivisa fra tutte le postazioni collegate a un determinato access point, come accadrebbe se fossero postazioni di rete fissa tutte collegate a uno stesso hub. Di conseguenza, maggiore è il numero delle postazioni e peggiori saranno le prestazioni viste dal singolo utente: si può mitigare questo effetto attivando più access points su canali radio diversi, ma anche il numero di canali è limitato (11 canali in USA; 13 canali nelle aree europee che applicano lo standard ETSI, come l’Italia, mentre in Francia sono autorizzati solo 4 canali e in Spagna, addirittura, il numero scende a 2).

Architettura di funzionamento e componenti

L’access point
Un access point è un dispositivo che fa da “centro” di una rete Wi-Fi e, al tempo stesso, funziona da punto di interconnessione fra la rete wired e quella wireless . Di conseguenza, esso consente ai dispositivi della WLAN di comunicare fra di loro e con quelli della LAN e viceversa. Nei confronti della WLAN, inoltre, un access point centralizza importanti funzioni di sicurezza: è sull’AP, per esempio, che si impostano eventuali filtri sul MAC address dei client collegabili. Un access point “puro”, normalmente, acquisisce un indirizzo per sé (o glielo si può assegnare staticamente), ma non rientra fra i suoi compiti quello di distribuire a sua volta indirizzi ai client della sua rete: per ottenere un indirizzo dinamico, i client WLAN non si rivolgono all’AP, ma lo attraversano per raggiungere il DHCP server. Di conseguenza la configurazione di un access point è piuttosto semplice, poiché riguarda quasi esclusivamente funzioni inerenti il funzionamento della WLAN: identificazione, filtri di sicurezza, opzioni per la compatibilità. L’installazione fisica di un access point è un’operazione banale, come si può peraltro intuire dalla linearità del pannello posteriore: le uniche connessioni richieste sono l’alimentazione e la connessione Ethernet alla LAN. Se tutti i dispositivi della rete sono di tipo wireless, l’access point può essere connesso, via cavo Ethernet, direttamente al modem a banda larga (ADSL o HAG). In alternativa, se accanto alla WLAN esiste una LAN, al modem sarà tipicamente collegato un router, e a questo saranno collegati la LAN e l’access point, come se quest’ultimo fosse un secondo tronco di LAN.

Wireless router
Un wireless router è un dispositivo altamente integrato che fornisce sia le funzioni di access point, sia quelle di router, per la condivisione dell’accesso Internet; quasi sempre sono presenti anche funzioni di firewall e di Ethernet switch, con un certo numero di porte disponibili per attestare tratti di LAN wired. Le unità più sofisticate possono prevedere anche una funzione di print server o di file server, grazie alla possibilità di connettere direttamente al wireless router (di solito via USB) una stampante o un disco esterno che saranno poi condivisi sia sulla LAN, sia sulla WLAN. Questo elimina la necessità di avere un PC permanentemente acceso per assolvere al ruolo di host per queste periferiche. Come si vede, un dispositivo wireless router giustifica ampiamente il maggior costo grazie al gran numero di funzioni integrate e gestite in modo centralizzato, e alla conseguente semplificazione della rete e della sua configurazione. L’unico svantaggio è forse rappresentato dal fatto che, ove comparisse un nuovo e più performante standard WiFi non installabile come semplice firmware upgrade, si sarebbe costretti a cambiare tutto il dispositivo. Con la soluzione a componenti discreti (router e access point separati) basterebbe cambiare il solo access point

Soluzioni con modem ADSL integrato
Ai tipi di dispositivo appena descritti (access point e wireless router) è normalmente affiancato un modem a larga banda (DSL, satellite o fibra ottica) per l’accesso Internet. Nel caso specifico dell’ADSL, alcuni modelli integrano anche questa funzione, semplificando ancor più la rete e consentendo una gestione ancor più integrata e unificata. In questi casi si parla appunto di modem router WiFi.

La stazione client
Le postazioni client in tecnologia Wi-Fi possono essere basate su vari tipi diversi di adattatori di rete. Le macchine desktop possono far uso di schede PCI, in genere con il leggero fastidio dell’antenna esterna, oppure di adattatori su porta USB. Questi ultimi presentano spesso il problema dell’ingombro, che rende difficile l’accesso alle altre porte USB circostanti, costringendo a usare un cavetto di prolunga. Alcuni modelli USB sono dotati di uno snodo per alleviare il problema; il modello MAXg 5421 di U.S. Robotics propone addirittura uno snodo a due gradi di libertà per una flessibilità ancora maggiore. Per quanto riguarda i portatili, alcuni modelli, come i sistemi Centrino, integrano direttamente nel chipset la circuiteria necessaria; negli altri è possibile aggiungere la funzionalità Wi-Fi installando una scheda nello slot PCMCIA oppure un adattatore USB, assai meno pratico a causa della sporgenza nettamente maggiore. Due le possibilità per i palmari: Wi-Fi integrato oppure su scheda (in formato CF o SD). La prima opzione è nettamente preferibile, in quanto la scheda generalmente sporge di diversi millimetri per esporre l’antenna, rischiando di rompersi in caso di urti; inoltre, l’installazione di una scheda Wi-Fi nello slot pregiudica la possibilità di installare anche un’espansione di memoria flash. Gli adattatori USB richiedono che la porta USB del PC abbia una velocità adeguata alle prestazioni della rete wireless. Con una porta USB 1.1 sono disponibili 12 Mbps di banda, adeguati per reti 802.11b (11 Mbps), ma largamente insufficienti per le più veloci 802.11g, magari con accelerazione a 125 Mbps. Per avere il massimo delle prestazioni sui PC più vecchi è quindi preferibile usare schede PCMCIA, per i portatili, o PCI, per i desktop. Per quanto riguarda i portatili, l’unico svantaggio della circuiteria per rete wireless integrata nel chipset sta nel fatto di non essere aggiornabile: gli standard Wi-Fi progrediscono in modo rapido e continuo, e l’unico modo per mantenersi aggiornati è quello di usare schede di rete sostituibili.

Tipologie di rete wireless

Rete wireless peer-to-peer
Tecnicamente, questo tipo di rete si chiama Independent Basic Service Set (IBSS): i computer appartenenti alla rete ad hoc possono comunicare fra loro direttamente. Il vantaggio di questo schema è l’economicità, dato che non occorre avere un access point: a patto di saper configurare correttamente gli indirizzi delle macchine interessate, quindi, si tratta dell’equivalente di una normale rete wired in cui un certo numero di PC è collegato a un hub di rete, oppure attestati su uno stesso tronco di LAN (oppure, due PC sono connessi fra loro direttamente da un cavo Ethernet di tipo cross). Qualora occorra una interconnessione con una rete fissa, ad esempio per avere un accesso Internet, occorrerà che una delle stazioni facenti parte dell’IBSS disponga di una seconda scheda di rete attestata sulla rete fissa, e che questa stazione provveda a fare da “bridge” per interconnettere la WLAN IBSS alla LAN. In Windows questo può essere ottenuto usando la Condivisione Accesso a Internet (Internet Connection Sharing, ICS).

Rete con access point (BSS)
Le reti wireless in cui un certo numero di stazioni devono comunicare fra loro ma anche con macchine collegate alla rete wired, nonché eventualmente disporre dell’uscita verso Internet, sono realizzabili in modo più appropriato facendo ricorso alla topologia Basic Service Set (BSS), comunemente definita Infrastructure Mode. In questa topologia, un access point attestato sulla LAN si occupa di fare da bridge fra la rete WLAN e la LAN. Ogni stazione client si collega direttamente con l’access point; questa connessione è detta associazione. Lato WLAN l’access point si comporta più come un hub che come uno switch: la banda è infatti condivisa fra tutte le stazioni collegate, poiché lavorano tutte su uno stesso canale. Questo fatto può essere sfruttato per costruire una rete multi-infrastructure (Extended Service Set, ESS) in cui, con una opportuna disposizione e configurazione degli access point, è possibile coprire uniformemente un’area troppo grande da gestire con un solo access point. Nelle zone di confine, in cui arriva il segnale di due o più access point, non ci saranno interferenze, purché questi ultimi vengano fatti lavorare su canali diversi. Una variante interessante è quella in cui N access point vengono usati per coprire esattamente la stessa area (naturalmente, lavorando su canali diversi). In questo modo, la banda complessivamente disponibile per le stazioni in rete viene moltiplicata per N: se i client vengono distribuiti in modo uniforme fra i canali gestiti dai vari access point, si avrà un’allocazione ottimale della capacità della rete

Rete in roaming (DS ed ESS)
Nella configurazione ESS, le specifiche 802.11 prevedono la possibilità per le stazioni client di fruire di un servizio di “roaming” fra le aree coperte da access point diversi, se questi sono supportati da un Distribution System (DS) consistente nella rete che li interconnette e negli appositi protocolli funzionanti su di essa. Il DS si occupa di garantire che un frame Ethernet pervenga effettivamente al destinatario, e tiene traccia degli spostamenti della stazione mobile da un ESS all’altro, aggiornando automaticamente l’associazione quando necessario

Rete con router
Nel caso della rete BSS con access point, quest’ultimo può essere connesso direttamente al modem a larga banda: in questo caso, l’accesso Internet viene reso disponibile a tutte e sole le stazioni client della rete wireless, le quali si rivolgono direttamente al modem per ottenere un indirizzo. Se però vi è necessità di avere anche una LAN wired, oppure se il provider ISP concede l’uso di un solo indirizzo, allora la configurazione più adatta è quella in cui al modem broadband si collega direttamente solo un router e a quest’ultimo, sul lato interno, si collegheranno sia la LAN wired, sia l’access point. Sarà il router a occuparsi in modo trasparente (NAT) della condivisione dell’indirizzo IP fra le postazioni client ed, eventualmente, di migliorare la sicurezza della rete locale nel suo complesso (LAN+WLAN) da attacchi provenienti da Internet, fungendo da firewall hardware. Si noti che le funzioni di router e di access point possono essere implementate anche da un unico apparecchio, il già citato wireless router.

Categorie
Guide

Come Risolvere Problemi di Latenza della Rete

Conosciuto anche come “Ms” e “Latenza”, il termine “Ping” è da sempre motivo di preoccupazione per gli utenti pc che videogiocano o che desiderano migliorare la propria connessione, normalmente bassa. In linea di massima, volente o nolente, tutti noi abbiamo avuto almeno una volta a che fare con il ping. Alcuni tramite l’assistenza fornita dal proprio operatore, lamentandosi del servizio o chiedendo chiarimenti, chi invece navigando in Internet alla ricerca del solito articolo esplicativo dal nome “Come abbassare il Ping…”, dalle mille informazioni ma dal poco contenuto.
Per questo motivo il nostro sito ha deciso di scrivere una guida, completa e dettagliata, per sistemare una volta per tutte la questione, o più semplicemente per cercare di capirci qualcosa in più.

Ping: cos’è e come funziona

Termine usato in ambito informatico, il Ping indica la latenza, ossia quell’arco di tempo che separa l’input dall’output.
Per essere più chiari faremo un esempio: prendendo in considerazione un qualunque browser web, come Google Chrome o Safari, e digitando all’interno della barra degli indirizzi l’url di un qualsiasi sito, come www.sito.it, dal modem (nel caso in cui si utilizzi un PC) parte un segnale diretto ai server di sitot.it, il quale farà ritorno con tutte le informazioni necessarie per caricare il sito. Ecco, questo lasso di tempo è definito latenza, come vi abbiamo detto, e viene indicato con l’acronimo Ping (Packet Internet Groper). Più alto sarà il ping maggiore sarà il tempo impiegato per caricare la pagina, nel caso in cui si stia cercando un determinato sito. Differente è invece la questione per coloro che videogiocano.

Le cause e le soluzioni

Le cause possono essere molteplici, come i filtri presenti sulla propria rete, le impostazioni del computer o del dispositivo in uso oppure la lontananza dalla centrale.
Volendo sistemare il problema rapidamente, eliminando definitivamente la distanza con la centrale, di quelli elencati il principale problema, è possibile ricorrere alla Fibra Ottica. Ftth o Fttc, la scelta in merito alla tipologia di fibra è solo del consumatore, una cosa però è certa: confrontando le offerte Fibra Ottica e decidendo di cambiare marcia il problema si risolve in breve tempo.

Non tutti però desiderano sottoscrivere un’offerta dedicata alla fibra ottica, di conseguenza qui sotto vedremo altri metodi, applicabili in prima persona sulla propria macchina oppure con l’aiuto di alcuni programmi di terze parti.

Intervento manuale

Se possedete un computer, portatile o fisso che sia, con un sistema operativo di casa Windows dovete sapere una cosa molto importante. Dovendo funzionare in modo identico e soprattutto stabile su tutti i dispositivi, questi sistemi operativi vengono rilasciati con delle impostazioni base, alcune delle quali vanno ad influire sulla latenza, che noi andremo a modificare.
Essendo questa una procedura molto tecnica vi consigliamo di prestare particolare attenzione e di seguire alla lettera la procedura

Aprire il programma “Regedit”, presente all’interno dei programmi base del pc. Per trovarlo è sufficiente scrivere il nome nella barra di ricerca del menù;

Cercare la cartella “HKEY_LOCAL_MACHINE” ed eseguire il seguente percorso “Cercare la cartella “HKEY_LOCAL_MACHINE” ed eseguire il seguente percorso “HKEY_LOCAL_MACHINE/SYSTEM/ CurrentControlSet/Services/Tcpip /Parameters/Interfaces”;”;
Una volta arrivati nella cartella “Interfaces” cercare la chiave di rete;
Premere all’interno della finestra di dx il tasto destro del mouse e creare un nuovo valore “DWORD (32-bit)”. Tale valore dovrà essere rinominato come “TcpAckFrequency”;
Cliccare sul valore creato e assegnare il numero 1;
All’interno della stessa finestra creare un nuovo valore, come fatto in precedenza, rinominandolo questo volta come “TCPNoDelay”;
Anche in questo caso andrà assegnato il valore 1.

Se la procedura qui descritta viene eseguita nella maniera corretta, entrambi i valori creati riporteranno la proprietà REG_DWORD con un valore di 0x00000001.
Vi lasciamo alcune immagini esplicative per semplificare i passaggi.

Programmi terze parti

Se ritenete la procedura sopra elencata troppo complicata, esistono alcuni programmi creati da terze parti che è possibile installare sul proprio computer. Di seguito andremo a vederne un paio.

Il primo programma che è possibile scaricare gratuitamente è Leatrix Latency Fix, compatibile con tutti i sistemi operativi Windows, sia a 32 che a 64 bit.
Di seguito trovate la procedura:

Installare il programma;
Aprire la finestra “Esegui” premendo Win + R e inserire all’interno del campo la dicitura “gpedit.msc”;
Una volta apertasi la finestra “Editor criteri di gruppo locali” andare su “Modelli amministrativi” e poi su “Rete”;

All’interno del riquadro di dx cercare e aprire la cartella “Utilità di pianificazione pacchetti QoS”;
Aprire il file “Limita larghezza di banda riservabile” e una volta flaggato su comando Attiva, portare il limite della banda da 80 a 100.

Il secondo programma che andremo a vedere è TCP Optimizer, la cui procedura vi spiegheremo qui sotto

Una volta scaricato il programma non necessita di installazione quindi apritelo;
Selezionare la propria velocità massima di connessione. Questa dipende da contratto a contratto;
Cliccare sulla casella posta in basso a dx denominata optimal;
Cliccare su “Apply Change”.

Categorie
Guide

Videosorveglianza Fai da Te

Parliamo di sicurezza, non quella informatica che si combatte a suon di firewall e antivirus, ma di sicurezza della proprietà privata, insomma, di un sistema antifurto per la propria casa. Ovviamente si parla sempre di tecnologia, perché quello che troverete in questo articolo è un sistema di videosorveglianza fai da te, a basso costo, basato sull’uso di videocamere IP. Cercate online “ip cam” e troverete diversi prodotti, che partono da circa 50 euro e arrivano agli oltre 1000. Per questa prova farò riferimento a due prodotti Foscam, azienda specializzata in videocamere di sorveglianza, che offre prodotti interessanti a circa 80 euro, come il modello FI8910W e FI8904W, due telecamere dotate di connessione wireless e visione notturna, per ambienti interni ed esterni.

Nonostante farò riferimento a questi due modelli, le indicazioni e i suggerimenti sono validi, in linea di massima, per qualunque telecamera. Quello che vogliamo creare è un sistema di videosorveglianza per la casa, collegato a internet, accessibile dal PC e dallo smartphone. Dopo l’installazione potrete vedere le immagini riprese dalle videocamere da qualsiasi computer, che vi troviate a pochi chilometri da casa o dall’altra parte del mondo, e anche dal vostro smartphone.

Il principio di funzionamento è molto semplice e necessita, oltre alle telecamere stesse, una connessione a Internet sempre attiva. Se questi requisiti sono soddisfatti, non dovrete sborsare un euro in più per creare il vostro personale sistema di videosorveglianza. Una volta configurato, le telecamere verranno collegate a Internet e tramite il browser (come Internet Explorer, Firefox o Google Chrome) potrete non solo vedere le immagini che stanno riprendendo, ma anche controllare, cambiando per esempio l’inquadratura (se la videocamera lo permette). Nel caso della Foscam FI8910W, sarà per esempio possibile ruotarla a destra e sinistra (300°) e in alto e in basso (120°).

Per proiettare la telecamera su Internet bisogna banalmente collegare alla propria connessione Internet, come fareste con un altro computer. Praticamente qualunque telecamere IP è dotata di un connettere di rete Ethernet, che dovrete usare per collegarla tramite un cavo al vostro modem router. Una volta fatto, tramite un computer eseguirete un software che rileverà la telecamera e la installerà, cioè la configurerà in maniera tale da funzionare tramite Internet. Una volta concluso il programma d’installazione potrete scegliere se lasciarla collegata al cavo di rete o continuare a usarla in modalità Wireless. Questa scelta è determinata dal modello di telecamera, cioè se ha o non ha la possibilità di funzionare in Wi-Fi, e la scelta stessa dovrebbe dipendere da dove vorrete collegarla. In poche parole, una telecamera dotata di Wi-Fi potrà essere posizionata facilmente in qualunque posto della vostra casa fin dove arriva la rete Wi-Fi del vostro modem router. Una con solo connettività Ethernet dovrà dipendere da un cavo di rete. Il suggerimento, in questo caso, è di scegliere sempre un modello Wireless come la Foscam – oggi la maggior parte delle IP Cam offre la connessione Wi-Fi. Assicuratevi però che la posizione in cui vorrete installarla sia coperta dal segnale Wi-Fi. Se molto probabilmente non avrete problemi finché rimarrete in casa, se vorrete installare anche una telecamera da esterno fareste bene a verificare prima.

Ora che la telecamera è connessa alla vostra rete casalinga, come potremo collegarci dall’esterno, tramite Internet? Ogni telecamera, così come un altro apparecchio collegato a una rete Wi-Fi (un notebook, un NAS, lo smartphone) ha un nome. Questo nome è l’indirizzo IP, cioè un quartetto di numeri a tre cifre (es. 192.168.001.200). Questo nome/numero viene assegnato automaticamente dal vostro modem router o può essere scelto da voi stessi, così che non cambi nel tempo (se assegnato automaticamente può cambiare). Anche il vostro modem router, che è l’apparecchio collegato a Internet e tramite cui potete accedere a Internet ha un nome/numero, sempre composto da un quartetto di numeri a tre cifre.

Ora facciamo un esempio per cercare di spiegare, in maniera semplice, il processo di comunicazione. In questa prima situazione immaginate di trovarvi a casa vostra, con la telecamera e un notebook collegati alla stessa rete Wi-Fi, e tramite il notebook vorrete vedere le immagini riprese dalla telecamera. Sappiamo che la telecamera ha un nome (es. 192.168.001.200), quindi tutto quello che dovrete fare è digitare nel browser il nome della telecamera, cioè 192.168.001.200. Quello che vi comparirà è una schermata da cui vedrete le immagini e i comandi per controllare la telecamera.

Ora immaginiamo una seconda situazione in cui non siete a casa vostra ma siete in ufficio. In questo caso se inserirete nel browser il nome (IP) della telecamera, otterrete solo una schermata di errore. Il motivo è che non vi trovate sulla stessa connessione Internet. Quello che dovrete fare sarà quindi inserire nel browser, non il nome (IP) della telecamera, ma quello del vostro modem router, a cui è collegata la telecamera, che poi si occuperà di mettervi in contatto direttamente con la telecamera. Provate a pensare al modem router come un centralino, che chiamate e a cui chiedete di mettervi in contatto con una persona. Questo è proprio quello che succede, ma siccome non si tratta di una persona, per fare questa operazione dovete usare quello che si chiama “port forwarding”. In questo caso posso darvi solo alcune indicazioni, dovrete fare riferimento alla guida del vostro modem router per impostare il port forwarding. Il concetto di funzionamento del port forwarding è proprio quello del centralinista, con la differenza che direte in anticipo al vostro modem router (il centralino) con quale persona (apparecchio) vorrete comunicare. In questo modo, ogni volta che da fuori casa aprirete il browser e inserirete il nome (l’IP) del vostro modem router, lui vi metterà direttamente in contatto con la telecamera, perché nella configurazione del port forwarding avete impostato come destinazione il nome (IP) della telecamera (192.168.001.200, nel nostro esempio).

Una volta capito questo funzionamento, l’installazione è quasi ultimata. Dovrete solo superare un ultimo ostacolo. Proprio come il vostro modem router assegna automaticamente un nome (numero IP) a ogni apparecchio che collegherete, anche il nome del vostro router viene assegnato automaticamente, e da un giorno all’altro può cambiare. Per sapere il l’indirizzo IP della vostra connessione (il nome del vostro router) potrete, per esempio, aprire il browser e visitare www.whatismyip.com e vedrete comparire un quartetto di cifre (per esempio 151.66.89.54). Ora che sapete il vostro IP, potete digitarlo nel browser da qualsiasi parte del mondo per collegarvi al vostro modem, il problema è che questo nome può cambiare da un momento all’altro e l’unico modo per conoscere il nuovo nome (il nuovo IP) è essere collegati a internet tramite quel modem, quindi dovrete trovarvi a casa. Capirete che non è molto comodo, e un sistema di videosorveglianza sarebbe anche abbastanza inutile se dovrete essere a casa per usarlo. La soluzione, in questo caso, è doppia. Potrete acquistare un IP fisso, cioè un servizio che vi assicura che il nome del vostro modem router non cambia. Questa soluzione però vi costerà, e nemmeno poco, ma è un sistema sicuro che dovrete considerare soprattutto se avete necessità di un sistema di videosorveglianza sicuro. Non che il secondo sistema di cui vi parlerò ora faccia acqua da tutte le parti, ma in base a quello che vorrete sorvegliare, fareste bene a pensare se non sia il caso di spendere per avere un IP fisso.

Il secondo sistema si basa sull’uso di un IP dinamico, cioè del nome che può cambiare, con l’ausilio però di un sistema in grado di tenere sotto controllo il nome del vostro modem e di applicare le modifiche necessarie nel momento in cui il nome cambia. Sto parlando dell’uso di un servizio Web, per esempio quello che potrete usare gratuitamente (dopo registrazione) su www.no-ip.org, un Dynamic DNS. Anche in questo caso il funzionamento non è difficile da comprendere. Il servizio vi offre la possibilità di scegliere e abbinare a un indirizzo web, per esempio www.technoidentity.no-ip.org l’indirizzo IP della vostra connessione casalinga (il nome del vostro modem). In questo modo, quando vi troverete in ufficio, non dovrete ricordarvi l’insieme di cifre che compongono l’indirizzo IP di casa vostra, ma nel browser dovrete inserire il nome, facile da ricordare, che avete scelto. Ecco che quanto digiterete www.casamia.no-ip.org la vostra chiamata partirà, andrà su no-ip.org, che come un centralino la girerà al vostro modem router, che a sua volta la girerà alla telecamera. Sembra complesso, ma tutto il processo sarà autonomo e trasparente. L’unica cosa che dovrete ricordarvi è l’indirizzo www che avete scelto. L’unico accorgimento è che dovrete avere un software sempre funzionante che scaricherete da no-ip.com (o altri siti che offrono il servizio di Dynamic DNS) che a intervalli regolari controllerà il vostro indirizzo IP di casa e lo aggiornerà quando cambierà.

Mi rendo conto che sembra molto complesso, soprattutto se siete a completo digiuno di tecnicismi su come funziona una rete, ma dopo tutto si tratta solo di poche configurazioni che permettono di far rimbalzare la chiamata da un dispositivo all’altro fino a raggiungere quello voluto, cioè le nostre telecamere.

Le telecamere Foscam provate offrivano anche un’applicazione per iPhone da cui poterle facilmente controllare. Oltre a ruotarle potrete anche attivare la visione a infrarossi notturna, scattare istantanee, impostarle perché al rilevamento di un movimento facciano partire la registrazione o scattino una foto da inviarvi direttamente in mail. Hanno anche l’audio two-way, cioè potrete ricevere l’audio ma anche inviarlo – nella malaugurata ipotesi in cui vorrete cercare d’intimidire un ladro che si è introdotto a casa vostra e che state osservando dall’ufficio. In questo caso vi suggerisco un approccio che faccia leva sul senso civico, con frasi del tipo “sono la tua coscienza, pentiti di quello che stai facendo!”.

Con circa un centinaio di euro potrete quindi acquistare una IP Cam e configurare il vostro personale sistema di videosorveglianza. L’unico punto debole di un’istallazione di questo tipo riguarda proprio la sua dipendenza da Internet e dall’elettricità. Sistemi antifurto professionali prevedono spesso sistemi di connessione cellulare e batterie di backup che gli permettono di funzionare anche senza elettricità e connessione. Nel cado del sistema fai-da-te, se i malintenzionati staccassero la corrente tutto il sistema smetterebbe di funzionare, così come se la connessione Internet venisse a mancare, voi non potrete accedere al sistema di videosorveglianza. Prevedere dei sistemi di backup sarebbe impossibile per una configurazione di questo tipo, quindi pensate bene a quello di cui avete bisogno. Se volete qualcosa in più da affiancare al vostro sistema di allarme, allora un paio di telecamere IP sono sufficienti. Se dovete proteggere tanta ricchezza, allora un sistema professionale è la scelta migliore, nonostante vi costerà ben oltre un centinaio di euro.

Categorie
Guide

Come Trasferire un Segnale AV Tramite il Cavo di Rete

Ci sono varie soluzioni per trasferire un segnale audio e video a lunga distanza, da un PC a un monitor o una TV posta in un’altra stanza. Il più semplice e intuitivo è ovviamente quello di usare un cavo lungo, ma il principale problema di questa soluzione è la degradazione del segnale durante il percorso che non permette, se non con l’uso di appositi amplificatori, di usare un cavo troppo lungo. La soluzione più elegante è quella di usare un trasmettitore Wi-Fi, che evita di dover stendere per la casa metri di cavo, ma il problema principale di questa soluzione è la portata, che diminuisce proporzionalmente al numero e tipo di ostacoli che il segnale deve oltrepassare, come muri o pavimenti.

La soluzione offerta dal prodotto di cui parliamo in questo articolo è di tipo cablato, ma non usa un cavo VGA, DVI o HDMI, ma bensì un cavo di rete. Un classico Cat 5 / 6, i cavi che usiamo per connettere i PC a Internet, per intenderci.

Il vantaggio di questo prodotto è che integra un amplificatore di potenza e permette di raggiungere lunghe distanze. Inoltre un cavo di rete è più flessibile e morbido rispetto un cavo video, e può essere anche inserito facilmente all’interno delle canaline elettriche di casa se l’obiettivo è un’installazione fissa. Vi ricordo che teoricamente i cavi di rete dovrebbero viaggiare lontani dai cavi elettrici per evitare interferenze, ma in ogni caso è una soluzione più flessibile se stiamo parlando di un’installazione cablata.

Il prodotto usato per la prova è il Techly VGA Extender, che come dice il nome si basa su un connettore VGA per acquisire il segnale, ma funziona senza problema con degli adattatori ed è in grado di gestire un segnale Full HD. Il funzionamento è basilare, così come il contenuto della confezione che non va oltre il trasmettitore, il ricevitore e i due alimentatori.

Il trasmettitore si posiziona tra la scheda video e il monitor. Un cavo VGA (o di altro formato con un adattatore) esce dalla scheda video e si connette al trasmettitore. Un altro cavo va dal trasmettitore al monitor, così da vedere sempre quello che si vuole trasmettere. Questo cavo non è obbligatorio se alla scheda video avete collegato un monitor su un’altra uscita video. Poi bisogna collegare il cavo Ethernet che correrà fino al ricevitore.

Quest’ultimo, più piccolo, si collega al monitor o TV che deve ricevere il segnale. Il funzionamento è basilare, non servono driver e non c’è la necessità di agire su impostazioni particolari. Una volta effettuato il collegamento fisico il segnale viene trasferito. Il ricevitore è dotato di due regolatori, identificati con le etichette “Gain” e “Peek”. Se il segnale non è abbastanza forte o è disturbato, condizione che si traduce in un’immagine poco definita, basta aumentare il gain e il peek per migliorarla. Basta fare qualche tentativo girando di pochi millimetri i due regolatori e vedere come cambia l’immagine.

Questo prodotto fa il suo dovere e permette di raggiungere una distanza elevata, almeno 100 metri con un segnale HD. Se vi accontentate di una risoluzione minore, allora la distanza aumenta. Non costa però, circa 100 euro, e non include alcun cavo o adattatore. Posso consigliarlo per un’installazione professionale, mentre consideratene l’uso in condizioni casalinghe solo quando gli altri sistemi più a buon mercato (Wireless o cavo lungo) non vi permettono di raggiungere il risultato sperato.