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Come Funziona la Teleassistenza

Viene definito con questo termine quel tipo di supporto tecnico operato a distanza da professionisti qualificati, tramite un’interazione sul sistema locale di tipo diretto o indiretto.

Caratteristiche
Quando il tecnico può lavorare in completa autonomia inviando determinati comandi e ricevendo in cambio le risposte del sistema che andranno analizzare, il tutto senza bisogno di nessuna intermediazione locale, parliamo di interazione diretta. Questo sistema di teleassistenza può essere utilizzato solo nei sistemi che sono stati creati già predisposti a questo tipo di operazione, come nel caso dei controllori di processo e di certi tipi di elaboratori elettronici.
Perché si possa effettuare una teleassistenza, infatti, è necessario che sia presente una connessione dati bidirezionali adeguata che contribuisca alla riduzione al minimo degli effetti negativi causati dallo sfasamento temporale, che nel caso del controllo di processo hanno una rilevanza fondamentale. Nei sistemi dove lo sfasamento temporale non crea danni di entità critica, come nel caso dei sistemi di elaborazione, la teleassistenza viene effettuata con l’appoggio di internet, mentre nel caso del controllo di processo si utilizza ancora la modalità di connessione punto a punto, per esempio utilizzando una connessione telefonica dedicata.

Tipologie
Diretta
La caratteristica principale della teleassistenza diretta è il fatto che può essere eseguita tramite un’attivazione automatica da parte del sistema stesso, e senza che l’utilizzatore finale se ne accorga, a meno che non sia stato stabilito diversamente in fase contrattuale. Questo tipo di teleassistenza offre un elevatissimo grado di produttività in quanto si limitano gli interventi allo stretto necessario e agli addetti preposti all’assistenza da remoto non sono richieste caratteristiche particolari, se non le competente tecniche.
Indiretta
La modalità di interazione indiretta invece è quella che viene attivata, sul lato locale, tramite l’intervento dell’utente finale o di un suo incaricato. Questa modalità viene preferibilmente impiegata su sistemi complessi, magari non predisposti o su quei sistemi dove è preferibile l’intervento umano. L’assistente tecnico che lavora da remoto deve quindi possedere grandi capacità relazionali per poter dare istruzioni e interpretare le risposte, anche nel caso siano presenti disturbi a livello lessicale. Questo tipo di teleassistenza è che, nella maggior parte dei casi, viene preferito dall’utente finale, anche qualora siano presenti dei sistemi automatici, perché il fatto di relazionarsi con una persona viene vissuto come un plus non indifferente. La produttività di questo metodo, però, è nettamente inferiore per via delle maggiori quantità, non sempre quantificabili, di tempo impiegato e l’assistente remoto deve possedere anche buone capacità in ambito sociale.

Si tratta quindi di uno strumento utile.

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Come Scegliere un Proiettore

Decidere come scegliere un videoproiettore può risultare più difficile del previsto. Per questo il team di Space of Tech elencherà per voi i punti chiave da considerare durante l’acquisto!

Luminosità
Risulta essere sicuramente uno dei parametri di maggiore importanza e rappresenta l’intensità di luce che il modello può emettere. La luminosità viene misurata in lumen (unità di misura del flusso luminoso), dove ogni lumen corrisponde alla luminosità emessa da una candela. La misura del flusso luminoso visibile è basata sulla curva di sensibilità dell’occhio alla radiazione luminosa ed è minore della potenza radiante emessa. Un videoproiettore con più luminosità proietterà immagini più vivide e colorate in un ambiente anche non completamente al buio. In generale consigliamo dai 1.000 ai 2000 lumen per sale piccole e scure fino a più di 2.000 per sale grandi e ben illuminate. Ovviamente più grande è la superficie su cui si intende proiettare, maggiore sarà la luminosità necessaria.
Nell’immagine sopra, a sinistra una bassa luminosità, a destra un’alta luminosità. Si può notare come una scena più luminosa sia più facilmente visibile, specialmente in un ambiente non buio.

Rapporto di Contrasto
Risulta essere sicuramente il parametro che maggiormente determina la qualità dell’immagine. Si esprime con un rapporto numerico (es. 15000:1), che rappresenta il rapporto tra la luminosità di un’immagine completamente bianca rispetto a una completamente nera (es: bianco 15000 volte più luminoso). Un proiettore con alto rapporto di contrasto proietterà immagini più ricche e con colori più saturi rispetto ad un proiettore con basso rapporto di contrasto, e avrà una migliore profondità del nero, nitidezza delle ombre e sfumatura del colore. Con un rapporto di contrasto troppo basso, alcuni dettagli dell’immagine potrebbero non essere visibili e il nero potrebbe essere visualizzato come grigio.

Correzione Trapezoidale (Keystone correction):
Aiuta il settaggio e il posizionamento del proiettore rispetto alla superficie di proiezione. A seconda della posizione infatti, l’immagine può essere rappresentata distorta in un trapezio. Questa funzionalità permette di correggere l’effetto e di godere dei benefici di una disposizione del proiettore anche moderatamente angolata.

Risoluzione
Questo parametro è di più facile comprensione perché è lo stesso utilizzato per i televisori. Nel caso dei proiettori, una risoluzione massima di 800×600 pixel può andar bene per presentazioni power point, ma risoluzioni maggiori (HD, 1280×720, 1920×1080) sono necessarie per godere appieno di film e TV. La prima cifra rappresenta il numero di punti di visualizzazione orizzontali, il numero di colonne della nostra matrice, tanto per intenderci (oppure in altre parole, il numero di pixels presenti in ogni linea orizzontale), mentre la seconda cifra definisce il numero di punti di visualizzazione verticali. Quanto più è alto il numero di pixels fisicamente presenti, tanto è maggiore la capacità di rappresentare su schermo immagini dettagliate, dai contorni fluidi e continui. Pertanto, si può affermare con tranquillità che la risoluzione è un indicatore dell’accuratezza o del dettaglio riproducibile.

Dimensioni e Peso
Caratteristiche che seppure scontate, possono determinare la scelta di un proiettore in base all’utilizzo che se ne vuole fare. Ovviamente se il vostro scopo è un proiettore per presentazioni power point o simili, avrete bisogno di un proiettore piccolo e leggero, magari tascabile, come questi mini proiettori segnalati su Videoproiettore.net.

Rumorosità
Questo parametro generalmente non viene considerato poiché in di solito nessuna TV emette rumore. Purtroppo questo non è il caso dei proiettori, che nella maggior parte dei casi necessitano di una grande ventilazione per il raffreddamento durante l’utilizzo. Ovviamente, Il rumore emesso deve essere il minore possibile per far in modo di non disturbare l’audio che accompagna la visione. Il livello di rumorosità di un proiettore viene misurato in dB (decibel). Come termine di paragone, possiamo considerare che 10dB equivalgono al fruscio di un vento debole, 20dB al vento, 30dB al frusciare di foglie o il rumore di fondo di una biblioteca, ecc… I migliori proiettori attualmente in produzione producono livello di rumorosità compreso tra i 20 ed i 30dB, che, pur essendo già un ottimo livello, risulta comunque sufficiente a non passare inosservato.

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Regole Tipografia per Web e Print Design

Le abilità tipografiche di un designer — oggi che tutti si svendono come tali facendo siti web per €5 — sono fra le più sottovalutate, nonostante il web sia al 95% tipografia.

Al momento stai leggendo e quello che leggi, per risultarti piacevole, oltre che essere scritto bene (e quindi piacerti intellettualmente parlando) deve affascinare il tuo occhio, il quale senza che tu te ne accorga è alla ricerca di proporzionalità, di canoni di bellezza umani. Questa è tipografia.

Sembrerebbe esagerata come introduzione, parliamo addirittura di “canoni di bellezza”, ma continuate la lettura per scendere maggiormente nel dettaglio e stupirvi ancora di più.

Falsi miti
Molti pensano che tipografia significhi semplicemente scegliere un font e dargli una dimensione. Dopo aver letto questo articolo ne uscirete con una visione abbastanza diversa.
Per quello che ho imparato io finora, e ho ancora molto da imparare, la tipografia è ben altro. Può essere considerata un’arte.

Rispettare le Proporzioni
Alla base dell’arte classica, quella che più di ogni altra ha definito i canoni di bellezza, c’erano le proporzioni. Proporzionale è bello, proporzionale è piacevole per l’occhio umano. Il nostro occhio, anche se non ce ne accorgiamo, è alla ricerca di proporzioni e quando le trova questo risulta piacevole.
Tutto questo si applica benissimo anche all’arte dei caratteri! L’occhio di chi legge è alla ricerca di proporzionalità, continuamente.

Passiamo ai fatti.
Tutto ciò si applica sia al web design che ai lavori su carta stampata
Fondamentalmente sono 3 i passi per ottenere consistenza e proporzionalità:
Scegliere un numero, una sorta di costante, che potremmo chiamare il nostro coefficiente di proporzionalità
Creare una scala di proporzionalità
Rispettarla!
Scegliamo il nostro coefficiente di proporzionalità
Non è un compito difficile. Io di solito uso 1.5, che è il numero più facile da ricordare e che più si avvicina al 1.6180 che è la perfezione (vedi Sezione Aurea su wikipedia per approfondire, fondamentalmente è “il numero segreto della bellezza classica”).

Creare una scala di proporzionalità
Abbiamo il nostro numero (1.5), adesso dobbiamo fare in modo da avere tanti altri numeri (font-size) proporzionali ad esso.
Proviamo a creare velocemente una scala. La font-size basilare dalla quale partiamo sono i 16px che è la grandezza del testo di default su tutti i maggiori browser.
Ecco la scala
16px
16px * 1.5 = 24px
24px * 1.5 = 36px
36px * 1.5 = 54px

Applicarla
L’abbiamo creata, adesso usiamola. Semplicemente utilizziamo queste precise misure per i font a seconda dell’importanza degli elementi. Per esempio agli
h1 assegneremo font-size 54px.
Regolare la line-height
La line-height è un valore tanto sottovalutato quanto importante. È la distanza che separa le righe di un testo.
Un buon valore da assegnarle è il 150% rispetto la misura del font (per trovare il valore moltiplicare la misura del font per 1.5).
Abbinare correttamente i font
I font sono molto simili ai colori. Molti colori sono belli e affascinanti di per se, ma perdono se accoppiati con altri non seguendo un criterio stilistico.
Lo stesso vale per i font. Possiamo avere due font, bellissimi separatamente, ma che abbinati non rendono giustizia.
In questo settore non esistono delle vere e proprie “regole” ma ci si affida molto al gusto personale.

Tuttavia ci sono delle soluzioni, già ampiamente testate e “garantite”. Insomma, definiamoli pure dei “classici”, degli abbinamenti che, pur non essendo molto creativi, non falliscono mai.

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Adobe Creative Suite – Come Risolvere i Crash

Adobe Master Collection è una famosa suite di programmi che include Photoshop, After Effects, Premiere Pro e tanti altri programmi, disponibile per Windows e Mac. Sfortunatamente per qualche raro motivo a volte può capitare che Photoshop, After Effects o altri programmi della Master Collection (CS4 in poi) vadano in crash all’apertura oppure durante l’esecuzione. In tutti i casi che mi son capitati c’è sempre stata un’unica soluzione che ha funzionato e ho deciso di pubblicarla qui…

Resettare le applicazioni della Master Collection per evitare i crash
Se dunque una applicazione della Master Collection va in crash mentre la apri o mentre stai lavorando, come risolvere? Quasi sicuramente si tratta di un problema alle preferenze. Le preferenze son quegli unici file esterni che i programmi della Master Collection caricano durante l’esecuzione o più specialmente all’avvio. Per questo tali preferenze possono danneggiarsi in qualche modo col tempo e mandano in crash l’applicazione. Per risolvere i crash è necessario rimuovere le preferenze. Ci sono diversi modi per Windows e Mac ed esiste anche una documentazione di Adobe (in questo caso relativa a Photoshop, che è l’applicazione che più spesso subisce questi problemi in quanto è quella che ha sempre più preferenze).

Metodo su Windows
Apri l’applicazione e durante l’apertura (prima del crash) tieni premuto Alt+Ctrl+Shift(Maiusc), apparirà un messaggio che ti chiederà se vuoi resettare le preferenze, e dovrai confermare.

Metodo su Mac
Vai nella tua cartella (denominata solitamente col tuo nome utente), quindi entra in Libreria e poi Preferences. cerca la cartella con il nome dell’applicazione della Master Collection che va in crash, copiala e incollala dove vuoi (per farne un backup) e quindi trascinala nel cestino. Al prossimo avvio l’applicazione che prima andava in crash rigenererà le preferenze e tutto dovrebbe tornare a funzionare.

Altri problemi
Se dopo avere seguito i semplici passi per resettare le preferenze non hai risolto il problema allora è probabilmente dovuto all’applicazione. Reinstalla l’applicazione e controlla che il tuo computer soddisfi i requisiti minimi.

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Come Migliorare le Prestazioni di MySql con la Cache Nativa

MySql, come sappiamo, è un sistema di gestione dei database, utilizzato da buona percentuale dei siti web dinamici. Quando un linguaggio dinamico esegue delle query nei database MySql impiega ovviamente qualche millisecondo, se non di più. Durante questa operazione interpella direttamente il database. Ma se le informazioni risiedessero in un posto più veloce da interpellare, più veloce da trovare?

Abilitando la funzione di cache presente nativamente in MySql è possibile memorizzare le query nella memoria del computer, in questo modo il tuo sito web sarà più veloce in quanto le query sono già state eseguite e memorizzate e non dovrà ri-eseguirle.

Verifichiamo che il nostro MySql supporti la cache
MySql implementa nativamente una funzione per la cache, che richiede pochi e veloci passaggi per essere attivata. Innanzitutto apri il prompt dei comandi di Linux o Windows (Start>Esegui>Cmd) e collegati a MySql in questo modo:

mysql -u UTENTE -p

Al posto di UTENTE metti il nome utente che usi per accedere a MySql. Quindi ti uscirà la scritta Enter Password: e dovrai inserire la password del relativo utente.

Prima di attivare la cache dobbiamo verificare che la versione di MySql che hai supporti la cache (al 95% dovrebbe supportarla, altrimenti dovrai scaricare l’ultima versione), quindi, una volta collegati a MySql, scriviamo il comando:

show variables like ‘have_query_cache’;

E avremo la seguente risposta (ci deve essere YES dopo have_query_cache):

+——————+——-+

| Variable_name | Value |

+——————+——-+

| have_query_cache | YES |

+——————+——-+
A questo punto sappiamo che la cache è supportata e, prima di attivarla, dobbiamo verificare che non sia già attiva e anche che siano presenti tutte le impostazioni necessarie, quindi eseguiamo quest’altro comando:

show variables like ‘query%’;
E avremo la seguente risposta
+——————————+———+

| Variable_name | Value |

+——————————+———+

| query_alloc_block_size | 8192 |

| query_cache_limit | 1048576 |

| query_cache_min_res_unit | 4096 |

| query_cache_size | 0 |

| query_cache_type | ON |

| query_cache_wlock_invalidate | OFF |

| query_prealloc_size | 8192 |

+——————————+———+
Se qualche numero è diverso non c’è problema. Il dato più importante qui sopra è query_cache_size, se è 0 significa che la cache è disattivata.

Attiviamo la cache
Dopo aver verificato di avere i requisiti per attivare la cache di MySql dobbiamo innanzitutto dare un valore in bytes diverso da 0 a query_cache_size, che sarebbe la dimensione della cache. Quindi facciamo il calcolo 1024 * 1024 * (numero di megabyte che vogliamo). Ad esempio 1024 * 1024 * 8 = 8388608 = 8mb. Ed eseguiamo questo comando

SET GLOBAL query_cache_size = 8388608;

La risposta sarà Query Ok, 0 rows affected. In caso di risposta contraria allora avere sbagliato a copiare qualcosa.
Ora eseguiamo altri due comandi meno importanti, uno dopo l’altro. Query_cache_limit è il massimo di query in bytes di cui vogliamo eseguire la cache mentre query_cache_type indica il tipo di cache che va sempre messo su 1.

SET GLOBAL query_cache_limit = 1048576;

SET GLOBAL query_cache_type = 1;
La risposta sarà sempre Query Ok

Attiviamo la cache nel file di configurazione di MySql
Abbiamo attivato la cache per MySql, ma le informazioni potrebbero andare perse dopo un riavvio o qualcos’altro se non aggiorniamo anche il file di configurazione dei nostri database. Questa operazione la puoi fare anche col MySql Workbench Tool, una volta entrato nel tuo server instance, dentro il pannello Options file e quindi dentro la sezione Performance trovi le varie opzioni della cache nel file di configurazione.
Qualunque mezzo tu utilizzi, il metodo più artigianale e veloce è quello di modificare direttamente il file di configurazione di MySql con un semplice editor di testo (es. Blocco Note in Windows). Una volta trovato il tuo file my.cnf o my.ini (di solito si trovano dentro la cartella MySql che si trova dentro la cartella dei Programmi). Una volta entrato, dovrai cercare le tre opzioni seguenti, se esistono e sono commentate con il cancelletto eliminalo, se non esistono aggiungile alla fine del file.

query_cache_size = 268435456
query_cache_type=1
query_cache_limit=1048576

Ovviamente i valori potrebbero essere diversi nel tuo file, se tali opzioni già esistono.

Controlliamo che la cache sia attiva
Sempre dal MySql Workbench Tool esiste una statistica chiamata MySql Cache Hit Rate, se la percentuale è superiore a 0% allora la cache sta funzionando. Altrimenti esiste un comando da inserire nel prompt dei comandi che ti restituisce tutte le statistiche della cache e da esse puoi verificare se essa sta funzionando. Il comando è il seguente (dovrai ovviamente essere collegato a MySql)

SHOW STATUS LIKE ‘Qc%’;
La nostra risposta è stata la seguente

+————————-+———-+

| Variable_name | Value |

+————————-+———-+

| Qcache_free_blocks | 1 |

| Qcache_free_memory | 26774672 |

| Qcache_hits | 129621 |

| Qcache_inserts | 73761 |

| Qcache_lowmem_prunes | 20270 |

| Qcache_not_cached | 2899 |

| Qcache_queries_in_cache | 2674 |

| Qcache_total_blocks | 5387 |

+————————-+———-+